In giro per presepi 2025. Morcone (BN)
A Morcone, il presepe vivente che dal silenzio genera Luce
Nel cuore dell’inverno, quando la notte sembra più lunga e il mondo più stanco, Morcone diventa preghiera, ascolto, incontro. Il suo presepe vivente che si snoda nelle viuzze del borgo sino a aprirsi nella valle dei mulini ad acqua, non si mostra: si rivela. Si rileva come fanno le cose sacre, lentamente, nel silenzio. Le pietre antiche del borgo si fanno altare, i vicoli diventano navate, e il passo dell’uomo si trasforma in cammino interiore che sfocia in preghiera alla coperta dell’immensa capanna posta ai piedi del monte. Qui il tempo non scorre: si raccoglie.
Ogni luce è una candela accesa nel buio dell’anima, ogni volto è un Vangelo vissuto. Non c’è fretta, non c’è rumore: solo il battito sommesso della vita che attende. Le mani degli artigiani sembrano pregare, i pastori che vegliano nella notte portano negli occhi la stessa attesa di duemila anni fa. È la fede semplice, quella che non ha bisogno di spiegazioni, ma di presenza.Morcone non rappresenta Betlemme: la custodisce.Nel respiro della sera, tra il profumo del legno e della terra, il maestoso fuoco delle Ndocce venute dal Molise, il suono delle zampogne di San Polo Matese, fanno del cuore un docile amico con cui condividere il ritorno alle proprie radici. Si cammina come si entra in chiesa, con rispetto e stupore. Ogni gesto è liturgia, ogni sguardo è offerta. L’acqua fa da sottofondo alle voci basse, solo il rumore di una pala del mulino che attende al suo onere, quello di muovere la macina. Il Mistero non ama essere disturbato.E poi, quasi nascosta, la grotta incastonata al monte.
Nessun trionfo, nessuna grandezza. Solo la povertà che salva. Maria è silenzio abitato da Dio, Giuseppe è obbedienza che non chiede spiegazioni. Il Bambino giace fragile, eppure regge il mondo. Davanti a Lui ogni certezza cade, ogni orgoglio si scioglie. Resta solo l’essenziale: Dio che si affida all’uomo.
Il Presepe Vivente di Morcone è un atto di fede collettivo. Non è spettacolo, ma testimonianza. Un fiume di gente da ogni dove si mescola ai restanti e la comunità si fa corpo, presta le mani e il cuore al Mistero dell’Incarnazione. È il Vangelo che cammina tra le case, che si lascia incontrare negli sguardi semplici, nella fatica quotidiana, nella luce umile della sera.Quando si esce dalla scena attraversando la valle per rientrare nel borgo, nulla è come prima.
Dentro resta un silenzio buono, una pace sottile, una luce che non abbaglia ma guida. Morcone ci insegna che Dio nasce ancora, ogni volta che l’uomo si ferma, ascolta e accoglie. E che il presepe non è un luogo da visitare, ma uno spazio dell’anima in cui tornare.
Tutto iniziò il 24 dicembre 1979, il 3 e 4 gennaio 2026 tornerà utile riaprirsi al mondo e ritrovare la Pace nel Cuore. Per info il www.presepenelpresepe.it tel. 345.7030521



