In giro per presepi 2025. Pietrelcina (BN)
Il Presepe di Pietrelcina
Da 36 anni non entri. Vieni attraversato.
Il presepe vivente di Pietrelcina è un’esperienza condizionata dall’emozione che svolge da corroborante alla già suggestiva location del bellissimo borgo. Il paese di San Pio, permette, con il suo bellissimo presepe vivente giunto alla 36^ edizione, di rivivere la storia della nascita di Gesù. I figuranti, quasi tutti cittadini del posto, interpretano i personaggi della natività e ricreano l’atmosfera della Betlemme di duemila anni fa, con la passione e la razionale ruralità che il significato del Natale impone. Tra i più belli d’Italia, pone condizioni di appartenenza nella riscoperta delle radici e della cultura.
riscoprire le radici della nostra cultura. Entri e dà subito dopo sei costretto a disporre il racconto in seconda persona. Non stai andando a vedere un presepe. Te ne accorgi subito.
Perché a Pietrelcina non sei tu a guardare: sei guardato, sei parte di una comunità che consente la condivisione. Non a caso,il primo passo è un errore volontario. Lasci fuori il ritmo del mondo, il telefono che vibra, la fretta che ti porti addosso come un cappotto sbagliato. Il selciato sotto i piedi non è certamente gentile ma nel chiederti attenzione, ti pone dinanzi presenza. Qui il Natale non è una parola luminosa. È materia.È fumo che pizzica gli occhi. È pane che si spezza senza spiegazioni. È ferro caldo che grida sotto il martello. È voce bassa, mani sporche, schiene curve che non recitano la fatica: la sono.Ti accorgi che nessuno ti intrattiene. Nessuno ti spiega. Nessuno ti seduce. E proprio per questo resti.
Ogni figura è un frammento di umanità che non chiede di essere fotografato. Il pastore non posa. La donna che fila non sorride. Il falegname non alza lo sguardo. Non c’è nostalgia, non c’è folklore: c’è resistenza. Resistenza alla superficialità. Resistenza all’idea che il sacro debba essere spettacolare.Cammini e senti una cosa strana: questo presepe non racconta il passato. Ti sta parlando adesso, perché Betlemme non è lontana poiché è ogni luogo in cui qualcuno continua a vivere con poco, a credere senza rumore, a fare spazio senza sapere se verrà riempito. In ogni gesto che non fa notizia, trovi la Pacenon annunciata, non centrale, non trionfante.Trovi così la nascita, quella che San Pio ha concretizzato con la sua opera, quella che dalle sue parole sempre vivide, ha spaso per l’intero mondo. Rimanereinermi, è impossibile difronte tanta misticità e tanto fragoroso silenzio. La natività appare come un bambino che non promette soluzioni, ma presenza. Quel silenzio fragoroso non consola, ma chiarisce.L’imperativo arrivare sino in fondo ti permette di capire che il Presepe Vivente di Pietrelcina non ti sta dicendo “guarda”. Ti sta chiedendo: tu, dove sei nato davvero?Cosa stai ancora proteggendo? Cosa stai evitando di accogliere?Non c’è commozione facile. C’è un peso leggero che resta addosso.Quando esci, il borgo non ti saluta. Non ne ha bisogno. Ha già fatto quello che doveva: ti ha spostato di qualche millimetro dentro. E a volte basta quello per cambiare tutto. Anche San Pio sorride al tuo andar via. Sa bene che non può non esserci un ritorno, e anche presto. Questo non è un presepe da ricordare.
È un’esperienza che ti segue.
Il 26,27 e 29 dicembre 2025 è vicino, come sarà vicina la voglia di tornare a chiamarsi per sperare in un nuovo alito di vento che consentirà di vestirsi a festa per goder la gioia di vivere un’esperienza senza pari.
Per info : www.presepeviventepietrelcina.com tel. 353 398 4202



