8ª Giornata Nazionale del Folklore e delle Tradizioni Popolari
8ª Giornata Nazionale del Folklore e delle Tradizioni PopolarLe radici della memoria, il sogno dell’identità, l’orizzonte del futuro
Il messaggio augurale del Presidente della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, Gerardo Bonifati
Ci sono patrimoni che non abitano soltanto nei musei, nelle pagine dei libri o nelle fotografie ingiallite dal tempo. Ci sono tesori che respirano, camminano, cantano e danzano insieme a noi; che vivono nelle mani sapienti degli artigiani, nelle voci dei cantastorie, nei passi delle danze antiche, nei sapori delle nostre tavole, nelle parole dei dialetti e in quei gesti semplici che, attraversando le generazioni, continuano a dirci chi siamo.
Sono le nostre tradizioni popolari. Sono la memoria viva dell’Italia, l’anima profonda delle sue comunità, il racconto mai concluso di un popolo che, pur cambiando nel tempo, non smette di riconoscersi nelle proprie radici.
In occasione dell’8ª Giornata Nazionale del Folklore e delle Tradizioni Popolari, il mio pensiero si rivolge a tutte le donne e a tutti gli uomini che, con passione, dedizione e autentico spirito di appartenenza, custodiscono e rinnovano ogni giorno questo straordinario patrimonio. Ai gruppi folklorici, ai musicisti, ai danzatori, ai ricercatori, agli artigiani, ai portatori di memoria, alle associazioni, ai giovani e agli anziani: a quanti hanno scelto di non lasciare che il tempo cancelli le tracce della nostra storia.
Questa giornata rappresenta molto più di una ricorrenza. È un appuntamento con la nostra coscienza culturale, un invito a riconoscere che dietro ogni canto esiste una storia, dietro ogni costume una comunità, dietro ogni festa un sentimento condiviso, dietro ogni tradizione una catena invisibile che unisce chi ci ha preceduto a chi verrà dopo di noi.
E proprio da questo sentimento è nata la convinzione della Federazione Italiana Tradizioni Popolari che il folklore dovesse trovare un riconoscimento nazionale, una voce autorevole e uno spazio condiviso nella coscienza del Paese.
È doveroso ricordare il ruolo propulsore della FITP nel percorso che ha condotto all’istituzione della Giornata Nazionale del Folklore e delle Tradizioni Popolari, celebrata per la prima volta il 26 ottobre 2019. Un traguardo che ha dato maggiore visibilità a un universo culturale troppo spesso considerato marginale, ma che rappresenta, in realtà, una componente essenziale dell’identità italiana. Un percorso al quale la Federazione ha contribuito con il proprio impegno, la propria storia associativa e la propria determinazione nel promuovere la tutela e la valorizzazione delle culture popolari.
Da quel momento, il 26 ottobre è diventato un richiamo a ritrovarci attorno a ciò che ci appartiene, non per rimanere prigionieri del passato, ma per comprenderne la forza e trasformarla in una possibilità per il domani.
Come Presidente della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, sento la responsabilità e l’onore di raccogliere questa eredità e di accompagnarla verso nuove prospettive. Un impegno che si nutre del lavoro di quanti, in ogni parte d’Italia, rendono possibile la continuità di un patrimonio tanto vasto quanto prezioso. Nessuna tradizione, infatti, sopravvive per inerzia: ha bisogno di essere amata, studiata, praticata, raccontata e consegnata alle nuove generazioni con la consapevolezza che ogni passaggio di testimone rappresenta una promessa.
L’Italia del folklore è un’Italia plurale, composta da mille identità che non si contraddicono, ma si arricchiscono reciprocamente. È la Sicilia dei pupi e delle storie cavalleresche, è Cremona che affida al legno la voce degli strumenti, è Napoli che trasforma l’arte del pizzaiuolo in un sapere condiviso; sono i borghi che si illuminano durante le feste patronali, le piazze che tornano a battere al ritmo delle danze, le comunità che si riconoscono in una processione, in una maschera, in un canto tramandato da generazioni.
È un’Italia che non si esaurisce nei suoi confini geografici, perché vive anche lontano dalla propria terra, nelle case degli italiani all’estero, nelle famiglie che conservano una ricetta, nei figli che imparano una parola antica, nei nipoti che scoprono attraverso una melodia le proprie origini. Ovunque esista qualcuno disposto a custodire e condividere una memoria, lì continua a vivere un frammento della nostra identità.
Eppure, custodire non significa immobilizzare. La tradizione non è una porta chiusa sul passato, ma una soglia aperta sul futuro. Non è una cenere da proteggere sotto il peso del ricordo, bensì una fiamma da alimentare affinché possa illuminare strade nuove. Le nostre usanze possono trasformarsi, incontrare altri linguaggi, dialogare con le tecnologie contemporanee e parlare alle generazioni digitali senza perdere la propria autenticità. La loro forza risiede proprio nella capacità di rimanere fedeli alla propria origine e, nello stesso tempo, di continuare a generare significati.
Per questo guardiamo ai giovani con fiducia e responsabilità. A loro non chiediamo semplicemente di ripetere ciò che abbiamo ricevuto, ma di comprenderlo, sentirlo proprio e renderlo nuovamente vivo. Desideriamo che trovino nelle tradizioni non un obbligo ereditato, ma una scoperta capace di emozionare; non un confine, ma un orizzonte; non una nostalgia, ma un’occasione per costruire comunità più consapevoli, solidali e aperte al dialogo.
La Federazione Italiana Tradizioni Popolari continuerà a lavorare affinché questo patrimonio riceva attenzione, riconoscimento e nuove opportunità di crescita. Desideriamo rafforzare la collaborazione con le istituzioni, le scuole, le università, gli enti culturali e le amministrazioni territoriali; sostenere le realtà associative; favorire la ricerca, la formazione e la trasmissione dei saperi; promuovere il dialogo tra le diverse espressioni regionali e valorizzare la presenza del folklore italiano nei contesti nazionali e internazionali.
Il nostro auspicio è che le tradizioni popolari possano essere sempre più riconosciute non soltanto come testimonianze del passato, ma come risorse vive per il presente: strumenti di educazione, occasioni di incontro, opportunità di crescita culturale e possibilità di sviluppo per i territori. Perché investire nella cultura popolare significa investire nelle persone, nella coesione delle comunità e nella capacità di un Paese di raccontarsi al mondo senza smarrire la propria voce.
Immagino un futuro nel quale nessun bambino debba crescere senza conoscere almeno una storia della propria terra; nel quale ogni anziano possa sentirsi custode di un sapere prezioso; nel quale ogni gruppo folklorico trovi ascolto, sostegno e riconoscimento; nel quale le piazze continuino a essere luoghi d’incontro e le feste popolari occasioni autentiche di partecipazione. Immagino un’Italia capace di riscoprire la bellezza delle proprie differenze e di trasformarle in una ricchezza comune.
È un sogno concreto, che prende forma attraverso il lavoro quotidiano, la collaborazione e la volontà di non interrompere quel dialogo silenzioso tra le generazioni che da secoli accompagna la nostra storia.
In questo cammino, il mio ringraziamento va a tutta la grande famiglia della FITP, ai dirigenti nazionali e territoriali, ai presidenti e ai componenti dei gruppi folklorici, ai volontari e a quanti dedicano tempo, energie e cuore alla salvaguardia delle nostre tradizioni. Un ringraziamento speciale va a chi continua a credere che la cultura popolare non sia una manifestazione minore della vita collettiva, ma una delle sue espressioni più autentiche e profonde.
A tutti loro rivolgo il mio augurio più sincero: che questa giornata rinnovi l’entusiasmo, rafforzi le collaborazioni e apra nuove strade. Che ogni canto trovi una voce giovane pronta a raccoglierlo, che ogni danza incontri nuove piazze, che ogni sapere artigiano trovi mani desiderose di imparare e che ogni comunità possa riconoscersi, con orgoglio e serenità, nella propria storia.
Che il futuro ci trovi uniti, capaci di custodire senza chiuderci, innovare senza dimenticare, accogliere senza perdere il senso delle nostre origini.
Perché un popolo che conosce le proprie radici possiede strumenti più solidi per immaginare il proprio avvenire. E una tradizione che viene condivisa non appartiene soltanto a chi l’ha ricevuta: diventa una promessa affidata a chi ancora deve arrivare.
Buona Giornata Nazionale del Folklore e delle Tradizioni Popolari.
Con l’augurio che il nostro patrimonio continui a essere una luce accesa nelle case, nelle piazze e nei cuori; che le nostre radici siano sempre più profonde e i nostri orizzonti sempre più ampi; che la Federazione Italiana Tradizioni Popolari possa proseguire, insieme a tutte le sue comunità, il cammino di tutela, valorizzazione e rinnovamento della cultura popolare italiana.
Con orgoglio per ciò che siamo stati, gratitudine per ciò che siamo e fiducia per tutto ciò che, insieme, sapremo diventare.
Gerardo Bonifati
Presidente nazionale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari (FITP)
