La F.I.T.P. celebra il folklore con i giovani a Licata

La F.I.T.P. celebra il folklore con i giovani a Licata

RADICI E SOGNI: IL CUORE GIOVANE DEL FOLKLORE A LICATA

di Mimma Rufrano – Foto: Luciano Burlini

Dall’1 al 3 maggio abbiamo vissuto a Licata qualcosa che va oltre una semplice manifestazione: tre giornate intense, cariche di emozioni, incontri e storie che si intrecciano. In provincia di Agrigento, bambini e ragazzi provenienti da tutto il Sud Italia si sono ritrovati insieme a noi per dare voce alle proprie radici, in occasione della 39ª edizione de “Il Fanciullo e il Folklore”.

Sin dal primo momento abbiamo percepito un’energia speciale: quella dei più giovani, capaci di raccontarsi con autenticità attraverso danze, canti e costumi che custodiscono memorie antiche. Nei loro occhi, nei loro gesti, abbiamo rivisto tradizioni che continuano a vivere e a rinnovarsi. E farlo a Licata, terra della straordinaria Rosa Balistreri, ha reso tutto ancora più intenso, quasi naturale: come se quelle storie trovassero qui la loro voce più vera.

Come FITP desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento al Comune di Licata per l’accoglienza e la collaborazione dimostrate, al Sindaco Angelo Balsamo e all’Assessore delegato alle Tradizioni Popolari Andrea Burgio al gruppo folk “A Lanterna” che hanno sostenuto con sensibilità e partecipazione questa importante esperienza dedicata ai più giovani e alla valorizzazione delle tradizioni popolari. La FITP, guidata dal Presidente Gerardo Bonifati, rinnova inoltre il proprio impegno nel custodire e promuovere il patrimonio culturale delle nostre comunità, affinché continui a vivere attraverso le nuove generazioni.

Il racconto è avvenuto grazie ai Galà del Folklore di venerdì e di sabato, cuore pulsante di questa esperienza. Oltre quattro ore di spettacolo in cui ogni gruppo ha portato sul palco non solo una performance, ma un pezzo di sé. Il tema che abbiamo scelto, “Il coraggio di sognare l’impossibile”, ha preso forma davanti ai nostri occhi attraverso un’immagine semplice ma potente: un piccolo fiore che, con cura e dedizione, cresce fino a diventare un albero. È lì che abbiamo ritrovato il senso più profondo di tutto questo: accompagnare i sogni dei più giovani, proteggerli, aiutarli a crescere.

Questi sogni hanno trovato spazio anche nel Concorso dedicato, che prevedeva la realizzazione di fotografie dove ogni gruppo ha raccontato la propria visione, il proprio desiderio, la propria identità. Nella seconda serata, vedere quelle immagini “sbocciare” sull’albero dei sogni è stato uno dei momenti più emozionanti: tanti frammenti diversi, uniti in un’unica grande storia. A emergere è stato il Gruppo Folklorico “I 3 Castagni dell’Etna” di Trecastagni, in provincia di Catania, ma ogni partecipante ha lasciato un segno autentico e prezioso; menzioni speciali vanno anche ai gruppi “I Canterini di Serrastretta” e “Città di Cerda”, rispettivamente 2° e 3° posto.

Accanto agli spettacoli, abbiamo condiviso momenti di scoperta e leggerezza: dalle visite guidate nel comune ospitante e nella limitrofa Valle dei Templi di Agrigento, fino ai Giochi Popolari, sulla spiaggia, dove il tempo sembrava essersi fermato. Tra risate, sfide e spirito di squadra, a conquistare la vittoria sono stati i “Canterini della Riviera Jonica Melino Romolo” di Roccalumera, ma il vero successo è stato vedere tutti partecipare con entusiasmo.

In questa occasione è stato conferito anche l’ambito riconoscimento VICT – Valore Identificato Culturale Tradizionale – assegnato al costume ritenuto più rappresentativo per valore storico e autenticità della tradizione. A conquistare il premio è stato il raffinato costume femminile del gruppo “I Canterini di Serrastretta”, capace di raccontare, attraverso tessuti, colori e dettagli, l’identità profonda di una comunità e il fascino senza tempo della cultura popolare. Un riconoscimento che racchiude perfettamente il senso più profondo di queste giornate: custodire le radici, valorizzarle e trasmetterle alle nuove generazioni attraverso esperienze autentiche e condivise. Torniamo, quindi, da questa esperienza con qualcosa in più: la consapevolezza che il folklore non è solo memoria, ma vita che continua, emozione che si rinnova, legame che si rafforza.

Come Federazione, sentiamo ancora più forte la responsabilità e il privilegio di custodire tutto questo, offrendo ai giovani uno spazio in cui sentirsi parte di qualcosa di grande, qualcosa che li rappresenta davvero.

Perché è proprio nei loro sogni che il futuro delle nostre tradizioni continua a prendere forma.

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