Il Venerdì Santo a Carpinone
Il Venerdì Santo di Carpinone riaccende speranze e virtù mai fuggite via.
Il 3 aprile prossimo torna la “Passione di Cristo” non longevità ma vitalità di una comunità in cammino.
Un paese che guarda alla tradizione non solo riesce a superare l’imponderabile impoverimento culturale ma offre la giusta dose di speranza per un nuovo e costante equilibrio partecipativo atto a rivitalizzare ciò che nei tempi passati ha segnato indelebilmente nei cuori dei cittadini restanti o vaganti che siano. Segni che alterano le residenze ma fortificano il rapporto con la propria terra conseguendo l’unico aspetto nobile della collettività: l’aggregazione.
A Carpinone, il silenzio del Venerdì Santo colma un vuoto diventando attesa, respiro trattenuto, memoria che torna a farsi carne tra le pietre del borgo.
Le strade del centro storico si fanno teatro e preghiera. Tre scene, tre squarci nel tempo, dove la Passione si accende negli occhi di chi guarda e nelle mani di chi partecipa. Non è solo rappresentazione: è un battito collettivo, un dolore condiviso che si trasforma in legame.
E mentre la processione avanza lenta, come un’onda antica, c’è una comunità che si ricuce. La parrocchia Assunzione Maria Vergine, la Nuova Pro Loco, il gruppo folkRu Maccature insieme per volti, voci e gesti che si intrecciano per dare nuova linfa a una tradizione che non vuole spegnersi, ma rinascere.
C’è qualcosa di ostinato e bellissimo in tutto questo: la volontà di esserci, di costruire insieme, di credere ancora che un paese possa ritrovarsi attorno a un rito, a un passo condiviso, a una storia che attraversa i secoli ma parla ancora al presente.
E allora tutto si ricompone e apre le porte a quello che non è solo un evento.
È un ritorno.
È una promessa.
È Carpinone che, nel buio più profondo, sceglie ancora la luce.
Per info :tel. 333 473 3682




