Il ricordo di Lillo Alessandro del Segretario Generale FITP
Nell’essere vicini ai familiari dell’amato Lillo, pubblichiamo il discorso di commiato, nudo, crudo, struggente, che il Segretario Generale Franco Megna, ha dedicato all’amico nel momento dell’addio.
Fa presto la morte come il mietitore col grano maturo, e le sembianze umane svaniscono… la morte ha, si, spogliato la carne, ma la tua arte, caro Lillo, scaturisce ancora dal sonno che dormi. È come se le rose del tuo giardino profumassero ancora ed il fiore di mandarlo abbia messo fuori la testa dal suo nascondiglio di legno.
Per questo, ancora, per un’ultima volta, desidero parlare con te, direttamente, amico e maestro, come facevamo nei nostri lunghi viaggi, nei nostri incontri, nelle nostre conversazioni condite da “grasse risate”, come sottolineava, spesso, tua figlia Daniela: giornate intere che tu rischiaravi per incanto ed era sempre un arcobaleno che compariva a ricordare le nostre speranze ed a soffocare i nostri timori.
Già ci manchi, Lillo, … e ci mancherai tanto!…
Come, di certo, avvertirai, la Federazione Italiana Tradizioni Popolari, l’Ente che tu hai fondato e guidato, oggi è qui, con Gerardo Bonifati, il nostro Presidente Nazionale che anche tu hai voluto alla guida dell’attuale ed importante fase della nostra Federazione, con il Segretario Generale, con i Dirigenti e i Gruppi Siciliani, a salutarti e renderti il giusto e doveroso omaggio per la tua opera e il tuo insegnamento.
Ma, i Gruppi Folklorici, tutti, in Italia e nel mondo, in questo giorno hanno appeso le loro cetre, chitarre e tamburelli al chiodo del dolore: nessuno canta, e canterà mai, gioie di popoli ed affanni come Tu cantasti per le strade del mondo, donando agli altri soavi immagini di Messina e della tua Sicilia.
Messaggio di amore e di fede di un popolo orgoglioso della sua sicilianità, testimonianze di storie passate, gioiosi passi di danze, capogiri di tarantelle e canti di pastori siculi con rapsodie di chitarre.
Messaggio di amore e di fede: i tuoi spettacoli, con i Canterini Peloritani, manifestavano l’ampiezza del tuo sapere; un sapere ed una saggezza che continueranno a rimanere dentro di noi ad indicarci il segreto di vivere e di amare.
Attraverso i canti popolari che hai elaborato e proposto, hai fatto conoscere la musa rude e campestre dell’anima popolare ed hai divulgato immagini, canti e liriche poetiche che dimostrano l’indole di un popolo in tutta la sua passione d’amore. Proprio per questo impegno, la stessa Regione Sicilia ha riconosciuto in te l’esponente più prestigioso del folklore siciliano, iscrivendo il tuo nome nell’apposito e prestigioso Registro delle Eredità Immateriali, identificandoti come “patrimonio umano vivente”. Anche per tale motivo, la tua fine, per i Gruppi Folklorici che noi rappresentiamo, viene vissuta come lo scorrere di un fiume in un mare immenso, un imperturbabile e familiare ingresso nell’eterno.

