Carnevale di Castrovillari
A Castrovillari si accende la fiaccola del “Carnevale”
Il Carnevale di Castrovillari non è una festa: è un’urgenza collettiva.
È il momento in cui la città smette di chiedere permesso alla storia e la storia, docile, si lascia attraversare dal colore.
Qui il carnevale non si limita a sfilare: accende nel cuore del popolo, la voglia di accadere. Accade nelle strade che diventano palcoscenico, nelle piazze che si fanno coro, nei corpi che si liberano dal peso del quotidiano per indossare l’eccesso come verità. Castrovillari, incastonata tra il Pollino e la memoria, non celebra il carnevale: lo usa come linguaggio, ne fa un portabandiera identitario che consolida l’avvicendamento e forma nuove prospettive di comunità.
Ogni maschera lascia trasparire sapienze antiche. Non c’è travestimento allegorico ma
rivelazione. Il volto nascosto permette alla voce di farsi più sincera, al gesto più audace, alla critica più tagliente. Il Carnevale di Castrovillari è ironia che non fa sconti, satira che graffia, allegria che non dimentica mai di essere anche pensiero. È il riso che scardina il potere e lo fa con eleganza popolare.
Dal 1959 a oggi, questa festa ha imparato a essere tradizione senza diventare nostalgia. Origini ben più lontane, quelle del 1635 quando venne rappresentata la farsa teatrale dell’Organtino determinarono il coniugarsi di maschere e folklore per dar vita a uno dei carnevali più importanti della nazione.
I carri allegorici non sono solo spettacolo: sono editoriali viaggianti, manifesti tridimensionali che raccontano il presente, lo deformano, lo interrogano. Ogni figura gigante è una domanda lanciata alla folla: chi siamo? Dove stiamo andando? Di cosa abbiamo paura? Di cosa ridiamo per non soccombere?
E poi c’è la musica, il ritmo che attraversa le vene della città come un battito condiviso.
Tamburi, fiati, voci: suoni che non accompagnano la festa, la guidano. Perché il Carnevale di Castrovillari è movimento continuo, è una processione laica dove il sacro è l’energia umana che si moltiplica stando insieme.
Analiticamente, questo carnevale è un modello culturale.
Tiene insieme radici e innovazione, identità locale e apertura nazionale, artigianato e visione. È un laboratorio sociale a cielo aperto, dove la comunità si riconosce, si mette in discussione e si racconta senza filtri. Non a caso è uno dei carnevali più longevi e riconosciuti del Sud: perché ha capito che la festa sopravvive solo se sa dire qualcosa.
Poeticamente, invece, è un’esplosione necessaria.
È la città che, una volta all’anno, si concede il lusso dell’eccesso per tornare più vera. È Castrovillari che si guarda allo specchio deformante del carnevale e, proprio lì, si riconosce.
Quando il carnevale finisce, restano coriandoli sull’asfalto e una certezza nell’aria:
qui la gioia non è evasione, è resistenza.
E Castrovillari, ancora una volta, ha parlato al mondo con la lingua più antica e più rivoluzionaria che esista: quella della festa pensante. In occasione della 89^ edizione si terrà il Festival Internazionale del Folklore.
Il 2026 vede un calendario fitto, accattivante e pieno di simbolismo. Il manifesto sprigiona la gioia della partecipazione che abbraccerà il pubblico dall’ 8 al 17 febbraio 2025 .Per info e programma completo tel. 0981 27750 – prolococv@libero.it – @ carnevaledicastrovillari



