L'ingegno, il cuore, le mani trasudano saperi

img

L'’ingegno, il cuore, le mani. Quelle mani che, collegate al cervello, al genio, all’anima e alla sensibilità, trasudano.. saperi e “raccontano” anche storie e vite, che mostrano le rughe disegnate dal lavoro e dal tempo. Quelle mani che tramutano in realtà, in immagini, le tradizioni, le passioni, le arti. Quanto basta per celebrarle ed esaltarne i significati in un contesto culturale e di ricerca come La Rassegna Internazionale "Vittorio De Seta” di documentari etnografici. L'evento che, ormai da tre anni, celebra e premia registi e personalità che, attraverso le loro ricerche, offrono alla comunità il loro “sapere” acquisito con studi e certosina ricerca.

Un’evoluzione importante anche per la Rassegna dei documentari, che così arricchisce il suo percorso, con un bagaglio storico e audiovisivo, destinato a diventare un Archivio di grande e suggestivo valore per il mondo del folklore, delle culture e tradizioni popolari e non solo. È ormai un susseguirsi di attività artigianali e non, che affondano le radici, la loro storia, in quella dell’uomo, che ne è diventato testimone e custode: un progetto culturale vincente. Una grande idea, capace di stimolare la ricerca, soprattutto tra i giovani, anche in quelli che a San Giovanni Rotondo, luogo dove si è svolta la Rassegna, sono stati semplici spettatori. Due giorni per un viatico pieno di fascino, spunti, occasioni, perché tutto diventi momento didattico, di valorizzazione di risorse umane, professionali e culturali, che sono la vera essenza del nostro mondo. Tutto questo, grazie alla ormai sempre più incisiva azione della nostra Consulta scientifica e, soprattutto, alla dedizione, all’impegno, all’ingegno del sempre più giovane Mario Atzori, Presidente della Consulta scientifica. In Puglia, il folklore, che non è solo musica, parole e danze, ha messo in mostra un’altra faccia del suo valore e della sua essenza, capace di generare gioie, impressioni ed emozioni. E proprio grazie alla sua capacità di suscitare entusiasmo e curiosità, la Rassegna di quest’anno si è trasformata in un momento di particolare importanza e di veicolo didattico alla portata di tutti ed in particolare del mondo del folklore.

L’Etnografia, in quanto disciplina olistica, utilizza dati raccolti non solo da esperti e studiosi del settore, ma qualsiasi documento utile a far emergere gli usi e i costumi di una determinata cultura. Per questo motivo, nelle ricerche di antropologia visuale, possono essere molto interessanti ed utili i cosiddetti documentari sulla vita reale. Questi possono essere considerati dati etnografici, in quanto non nascono dalla necessità di uno studioso di documentare un fenomeno, ma dalla pratica comune dell’uomo di ritrarre momenti significativi della propria vita. Di conseguenza il documentario diventa importante e significativo, soprattutto, a livello sociale. Da questa semplice considerazione, si può affermare che questo genere di filmato è essenziale nella ricostruzione storica o in quella di un fenomeno etnografico, specialmente se si indaga su una comunità che non è mai stata attenzionata da studiosi.

In tanti filmati, difatti, sono documentati non solo momenti, ma anche situazioni e ambienti di un tempo ormai diventati storia. I vari riti o cerimonie, ormai desuete, rivivono solo grazie a fotografie e filmati che, sfuggiti all’usura e all’incuria del tempo, “ristrutturati” con mezzi moderni, ci appaiono in tutta la loro sfolgorante bellezza.

Terza edizione della Rassegna del documentario etnografico “Vittorio De Seta”: cinquantacinque filmati, provenienti da ogni dove, dal rilevante taglio culturale e con il positivo marchio di una tecnologia al passo con i tempi. Si, bilancio positivo anche dal punto di vista organizzativo, coinciso con una serie di traguardi raggiunti nel migliore dei modi, ma anche con la presunzione di fare sempre meglio.

Ci siamo riusciti grazie al lavoro di tutta la nuova Dirigenza e, soprattutto, della Consulta scientifica. Il nostro impegno, ora, assunto nell’ultima Assemblea generale, è quello di far crescere e arricchire culturalmente la Federazione, di evolversi e di salire gradini sempre più importanti. Va in questa direzione il grande sforzo organizzativo ed economico della Rassegna, tendente all’arricchimento di un archivio di inesauribile valore scientifico, che segnerà, intangibilmente, la storia della FITP. Un archivio che la Federazione mette, sin da ora, a disposizione degli studiosi, dei ricercatori e dei tanti giovani , che si approcciano alle Culture popolari, anche per motivi di studio. Una edizione, semplicemente, fantastica. Un Grazie grande desidero esternarlo a Mario Atzori, Andrea Simonetta e Gianfranco Donadìo. Hanno curato nei minimi particolari tutto il lavoro preparatorio con scrupoloso rigore scientifico. Lavoro sinergico, quindi, Dirigenza federale e Consulta scientifica. Impiego di energie indispensabile, che si sta rivelando di fondamentale importanza in questo processo di crescita e di rapporto con scienziati della materia. Possiamo, quindi, lasciarci con nuove certezze e proiettarci, fiduciosi, verso la quarta edizione del 2020.