XIX Edizione del Premio Cassano

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La manifestazione volta a promuovere gli studi demo etno-antropologici in territorio calabrese.

Grazie alla giuria e ai premiati, tutti intellettuali di notevole spessore e studiosi di fama, il 2 ottobre scorso, nel Teatro Comunale di Cassano All’Ionio, ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico, la cerimonia di consegna del Premio Cassano, destinato a studiosi antropologi, linguisti, storici, etnomusicologi, case editrici e giornalisti di chiara fama, organizzato dall’Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia, il cui presidente è Leonardo Alario, membro della Consulta Scientifica della Federazione Italiana Tradizioni Popolari.

Lo scopo del Premio Cassano consiste nel promuovere gli studi demo-etno-antropologici, linguistici e storici sul territorio calabrese, partendo da una nuova campagna di ricerca sul campo, da una riscoperta e valorizzazione degli archivi locali, da un coinvolgimento delle giovani intelligenze calabresi nell’attività di ricerca, di illustri studiosi dell’Università della Calabria e di altre università italiane e straniere, come, del resto, sta già avvenendo, chiamati a prestare attenzione alla realtà meridionale, rilevandone le attuali caratteristiche e valorizzando quelle iniziative che, in modo spesso confuso, pur pullulano in più luoghi nel desiderio di riappropriazione della propria cultura, che pare distinguere le giovani generazioni.

Il Premio è destinato a studiosi antropologi, linguisti, etnomusicologi, storici, editori di chiara fama, per far conoscere ai giovani la loro opera, e stimolarli, così, alla ricerca, ma anche per invitare gli stessi studiosi a rivolgere le loro ricerche e i loro studi alle nostre popolazioni in modo sistematico, continuo e proficuo per ridisegnare la mappa delle condizioni sociali, antropiche, culturali delle regioni meridionali.

La serata, che ha visto presente in teatro un folto pubblico, autorità civili, militari e religiosi, è stata dedicata alla consegna dei riconoscimenti assegnati quest’anno dalla Giuria del Premio (Ottavio Cavalcanti dell’Università della Calabria, Pasquale Caratù e Annaluisa Rubano dell’Università di Bari, da Filippo Burgarella, Giampiero Givigliano e Giuseppe Trebisacce dell’Università della Calabria, e da Leonardo R. Alario, presidente dell’I.R.S.D.D. e ideatore del Premio) agli studiosi Maria Margherita Satta, Professore Ordinario di Antropologia Culturale, la quale, nella diuturna fatica del magistero universitario, inscindibilmente connesso alla ricerca scientifica, ha rivestito ruoli di distinta presenza, aliena da immotivati protagonismi, accademiche conflittualità, godendo per questo di rispetto e insolito riconoscimento di meriti.

Il Premio Cassano 2016, a lei conferito all’unanimità dalla Giuria, vuole caratterizzarsi come attestato di stima per una prestigiosa, encomiabile carriera, per un esemplare stile di vita e di lavoro. Pier Gionanni Guzzo, Storico e Archeologo, studioso di taratura internazionale, ha riavviato con rigoroso e moderno metodo scientifico l’indagine archeologica in Calabria partendo dagli scavi di Sibari, senza tralasciare l’interesse per il resto della regione dall’età pregreca sino a quella romana e, talora, anche oltre.

Antonio Montinaro, Professore di Linguistica italiana, per la minuziosa ricerca linguistica che spazia in domini romanzi differenti (italoromanzo e galloromanzo in primo luogo, ma anche iberoromanzo e balcanoromanzo), e per la forte volontà di recupero di antichi testi di Puglia.

Donzelli, casa editrice nata a Roma nel 1993 per iniziativa di Carmine Donzelli, un intraprendente intellettuale calabrese, che si è fatto le ossa nel campo dell’editoria, lavorando per oltre 20 anni con l’Einaudi a Torino e con la Marsilio a Venezia. Sandro Ruotolo.

Giornalista di frontiera, che alla scrivania ha preferito la ricerca antropologica sul campo per conoscere origini e comprendere ragioni dell’illegalità, comunque espressa, e darne conto agli Italiani per mezzo di giornali e di seguitissime trasmissioni televisive, denunciando e combattendo, con alto senso etico e civile, con coraggio e a rischio della propria vita, il malaffare, che vede implicato non solo camorra e mafia.

La serata si è conclusa con un concerto di canti popolari eseguiti dall’assessore alla cultura della F.I.T.P. e anima del Gruppo Folklorico della Pro Loco di Castrovillari, il nostro Gerardo Bonifati, a cui è stata tributata una vera ovazione. Ad accompagnarlo il famoso fisarmonicista Camillo Maffia.

La Federazione Italiana Tradizioni Popolari è stata rappresentata dal Prof. Mario Atzori, Presidente della Consulta Scientifica. Ancora una volta, insomma, membri della F.I.T.P., acclamata Socia onoraria dell’Istituto di ricerca, si distinguono per l’impegno a realizzare cose importanti, utili e belle per il comune progetto di valorizzare il nostro immenso patrimonio di saperi, così come si evince dagli studi linguistici, antropologici e storici.