Tre giorni di musica sacra e folklore

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L’Omaggio a Padre Pio – rassegna di canti sacri dei gruppi folklorici.

Si è svolto, come è ormai consuetudine per il mese di novembre, nei giorni 25, 26 e 27, il tradizionale Omaggio a Padre Pio organizzato dalla Fitp, con il patrocinio del Comune di San Giovanni Rotondo.

Una tre giorni all’insegna della musica sacra delle tradizioni popolari e del folklore. Oltre 2.500 persone giunte da ogni angolo d’Italia per un “Omaggio” al frate con le stimmate, fatto di momenti religiosi e di cultura popolare.

Tanti i gruppi presenti che, da venerdì a domenica, hanno riempito di suoni e presenze la città di San Giovanni Rotondo. Musiche, marce, canti, balli folklorici e majorette per un cocktail indescrivibile di festa e tradizione, sono alcuni degli ingredienti dell’evento organizzato dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari che ha coinvolto anche i tanti pellegrini che numerosi si recano ogni giorno a rendere omaggio al frate.

Stessa emozione che ha colpito coloro che hanno partecipato alla messa (quante emozioni con i canti religiosi tradizionali) nel santuario gremito. I gruppi, le bande, i cori, hanno “invaso” S il sagrato del vecchio santuario di Padre Pio e la Via Crucis con i loro abiti tradizionali e le loro musiche.

Nessuno mai avrebbe immaginato che lo spazio antistante il santuario avrebbe potuto vivere momenti simili. Momento culminato con l’immancabile mega foto di gruppo e brani della tradizione popolare italiana.

Molto suggestiva la fiaccolata del sabato, i gruppi hanno sfilato nei loro abiti tradizionali, partendo dal centro della città per raggiungere il Santuario di Santa Maria delle Grazie. Durante il percorso, ogni gruppo ha eseguito balli, canti e preghiere e all’arrivo ha reso omaggio alla tomba del santo di Pietrelcina, con il rappresentante istituzionale della propria città.

Nella cittadina garganica erano presenti anche i vertici dell’Igf (la Federazione mondiale del folklore) con in testa il presidente Dorel Cosma. «Un appuntamento che ha riproposto la bellezza e l’amore per Padre Pio - commenta Benito Ripoli, presidente nazionale della Fitp - Un grande momento di fede accompagnato dall’amore per la nostra cultura, la nostra vita, quella che rende il Gargano una terra particolare, uno scrigno indescrivibile di bellezze sonore e visuali».

Un “tesoro” riconosciuto dall’Igf che ha individuato a San Giovanni Rotondo la sede del Centro mediterraneo per le culture tradizionali, una vera e propria testa di ponte tra i paesi latini e le culture balcaniche.

Armonia e gioia che hanno animato anche l’altra parte della città, quella degli alberghi e dei negozi. Non sono mancati i momenti “profani” della kermesse, la serata del sabato è stata animata da una grande festa di ballo.

Tutti i gruppi e la cittadinanza hanno partecipato a “Folkloreamo”: la festa della solidarietà nel nome del Santo. Nel corso della serata,(tra un ballo…sociale ed un altro) ogni gruppo ha avuto a disposizione 10 minuti per fare, simpaticamente…”lezioni di ballo” coinvolgendo i presenti nei ritmi e nelle danze tradizionali della propria regione. Numerosi i gruppi che hanno preso parte all’evento, provenienti da ogni parte d’Italia: Santa Maria D’Arzachena (Sardegna), Sa Turri (Sardegna), Gruppo Folk Val di Noto (Sicilia), Città di Milazzo (Sicilia), I Nebrodi (Sicilia), Marsala ‘Nfesta (Sicilia), Bellarrosa (Sicilia), Asprumunti (Calabria), Gli Amici del Folk Calabria, Banda di Colbordolo (Marche), Lerario (Abruzzo), I Tencitt (Lombardia), L’Eco del Gargano (Puglia), I Piccoli dell’Eco (Puglia), I Frizzicaroli (Puglia), Lam Banda di Ordona (Puglia), La Murgia (Puglia), Pizzeche e Muzzeche (Puglia), La Sannicandrese (Puglia), Murgantia (Campania), Kaiatia (Campania), I Gargarensi (Puglia), Orchestra Etnica del Gargano (Puglia), Città di Ostuni, (Puglia), Euphonia (Puglia). «È un evento periodico – ha concluso Ripoli – nel nome di Padre Pio.

Dal Veneto alla Sicilia, nessuno ha voluto mancare all’appuntamento. E noi lo facciamo ogni anno con una periodicità scandita, regalando momenti di cultura. Da qui l’idea di una rassegna di canti sacri a cui si aggiunge da quest’anno, per la prima volta, la Rassegna Internazionale “Vittorio De Seta”, che ha premiato i documentari etnografici di maggior rilievo». Un’occasione in più per celebrare la forza della tradizione.