Sisma: impegno per ricostruire e ripartire

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Il 24 agosto ed il 30 ottobre del 2016 sono date che resteranno, per sempre, ben impresse nelle nostre menti in conseguenza delle scosse di terremoto che hanno sconvolto buona parte della dorsale appenninica. Le regioni del centro-Italia, in particolare le Marche, hanno dovuto nuovamente, fare i conti con devastanti conseguenze di un sisma.

Ancora un’immane tragedia con molte vite umane spezzate; si presenta un territorio irriconoscibile con gran parte del patrimonio artistico-culturale cancellato in pochi attimi. A fronte di tutto questo disastro, tuttavia, è emerso un forte segnale di impegno e di volontà sociale: la ferma intenzione di restare e di non mollare.

Contadini, allevatori, artigiani, negozianti e normali cittadini, residenti in quei piccoli comuni, hanno tutti deciso di restare e di impegnarsi a ricostruire ciò che il sisma ha distrutto. Questo significa che essi dimostrano una ferrea volontà di non recidere le radici dalla terra di origine; infatti, tali radici rappresentano la loro vita che costituisce un importante segnale di amore non solo per la famiglia, per gli amici ma anche per il proprio luogo e lavoro.

Tutto questo non lascia indifferente la Federazione Italiana Tradizioni Popolari che, da sempre, è legata, in modo particolare, alle comunità di quelle zone. Come è noto, si tratta di paesini saliti alla ribalta, nel corso degli anni, per le numerose iniziative promosse dalla F. I.T.P., in collaborazione con le amministrazioni locali e con il valido impegno dei tanti gruppi folklorici presenti sul territorio.

Gli eventi a cui ci si riferisce hanno costantemente consentito di recuperare, tutelare e valorizzare le diverse tradizioni popolari nelle loro differenti specificità, da quelle canore a quelle coreutiche per poi curare le tradizioni eno-gastronomiche e dell’artigianato domestico: patrimoni culturali questi che, insieme a quelli archeologici e storico-artistici, hanno attratto correnti turistiche verso le zone interne.

Il patrimonio culturale etnografico, fra l’altro, è stato veicolato dai gruppi folklorici nelle diverse regioni italiane ed all’estero allorquando hanno partecipato ai vari eventi. Pertanto, ci sentiamo solidali verso le comunità intenzionate a non mollare e quindi a riportare in vita i propri borghi.

Faremo, così, ogni sforzo per ribadire la storica collaborazione dei gruppi folklorici della F.I.T.P. . Con tale contributo si darà un esempio a tutta la solidarietà per far ripartire le varie iniziative e le attività che, da sempre, hanno contraddistinto queste popolazioni.

A questo proposito numerosi comitati regionali della F.I.T.P. sono già al lavoro e tra questi il Molise , il cui presidente ha contattato il sindaco di Amatrice per concordare una serie di iniziative e la presenza dei gruppi molisani in quei territori. Tra i diversi centri, in gran parte distrutti dal sisma, c’è San Ginesio dove la F.I.T.P. in collaborazione dell’Amministrazione Comunale, nel 2015, ha realizzato il calendario ufficiale, con una serie di fotografie nelle quali compaiono i più importanti monumenti della cittadina marchigiana e coppie in abbigliamento tradizionale delle diverse regioni Italiane.

Un esempio di queste fotografie è presente nella prima di copertina di questo numero de Il Folklore d’Italia dove è riprodotta un particolare della Collegiata insieme ad una coppia di giovani del Lazio. L’impegno e la relativa solidarietà della F.I.T.P. nei confronti delle comunità terremotate e, in particolare, di San Ginesio derivano soprattutto dal fatto che con quest’ultima cittadina si è instaurato un particolare rapporto di amicizia che va oltre il doveroso impegno sociale.

Da qui l’impegno della federazione a dare a questa comunità non soltanto una vicinanza di amicizia ma soprattutto un contributo economico.