Ritrovare se stessi

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La sottoscrizione del Protocollo d’intesa tra Regione Puglia e Federazione Italiana Tradizioni Popolari (F.I.T.P.), avvenuta il 9 settembre 2018, una splendida domenica di fine estate in occasione dell’82° edizione della Fiera del Levante, non rappresenta semplicemente l’adempimento di una formalità. Va ben oltre.

Lo ha detto chiaramente il Presidente della Regione Michele Emiliano, intervenendo in apertura della giornata che la Regione ha voluto dedicare interamente alla Cultura popolare: «Volevo dirvi grazie perché avete rappresentato la Puglia meglio che in tante altre maniere, avete rappresentato la Puglia nelle sue tradizioni, nel suo modo di essere e, quindi, ci avete dato una mano di aiuto fondamentale. […] Oggi firmiamo un protocollo che riconosce formalmente ciò che avete fatto in decine di anni di lavoro. Formalizziamo così questo ringraziamento attraverso un’attività che mi auguro possa agevolare la vostra passione, il vostro lavoro e il vostro servizio alla Puglia».

Ecco, si è trattato innanzitutto di un ringraziamento ai tanti appassionati volontari che dedicano una parte del proprio tempo, dei propri interessi e della propria vita alla promozione delle identità e delle culture popolari. Ma si tratta anche di un «risarcimento» verso un ambito culturale trattato sempre con sufficienza e relegato in una pseudo-cultura di serie «B» o in mero folklore.

Con questo accordo con la FITP, Regione Puglia ha in qualche modo voluto restituire la giusta dignità alle tradizioni e alle culture popolari, collocandole strutturalmente nell’ambito della propria pianificazione strategica e finanziaria in materia di Cultura e Turismo. Eh sì, perché, soprattutto oggi, le tradizioni, il folklore, l’identità e la cultura popolare rappresentano il valore aggiunto – in termini di autenticità e unicità – per il quale un turista sceglie la propria destinazione e la propria esperienza di viaggio.

Non casualmente la sottoscrizione dell’accordo con la FITP è avvenuta tra un convegno sulla valorizzazione della cultura bandistica pugliese e meridionale e la presentazione di uno straordinario progetto di valorizzazione del territorio tramite la fiaba: bande e fiabe quali facce della stessa medaglia che trasforma tipiche espressioni spontanee della cultura popolare del Sud in veri e propri generi musicali e letterari.

Questo intendiamo fare con la FITP, la sua autorevole Consulta scientifica e i tantissimi sodalizi che la Federazione riunisce: valorizzare la cultura popolare, quale efficace strumento di promozione – anche turistica – del territorio, al fine di garantire la conservazione, la conoscenza e la trasmissione alle future generazioni del patrimonio demo-etno-antropologico delle comunità pugliesi.

In che modo intendiamo perseguire questo ambizioso e appassionante obiettivo? Attraverso una serie di azioni concrete, perché a noi non piacciono i «Protocolli d’intesa» teorici o carichi solo di buone intenzioni. E con la FITP e il suo inarrestabile Presidente - Benito Ripoli - ci siamo subito «intesi» su questa prospettiva.

Sulla base dell’accordo, infatti, la FITP coopererà con la Regione nella definizione della strategia e delle conseguenti politiche culturali in materia di tradizioni popolari e folklore, anche con riferimento alla costruzione e all’implementazione del Piano strategico regionale della Cultura e di quello del Turismo, dei relativi programmi di investimento e degli eventuali interventi normativi e/o regolamentari che si rendano necessari per disciplinare e sostenere il settore.

Insieme provvederemo a sistematizzare ed elaborare studi, ricerche, pubblicazioni concernenti la Cultura e le tradizioni popolari pugliesi, anche ai fini dell’implementazione della «Carta regionale dei Beni Culturali» e, soprattutto, della Digital Library regionale, a supporto di quell’ecosistema digitale della Cultura attraverso il quale stiamo sistematizzando e rendendo interoperabili tutte, facendo in modo che la tradizione si coniughi armonicamente con l’innovazione, secondo un altro degli assi strategici delle politiche culturali regionali.

Avvieremo il percorso per l’assegnazione, nel prossimo triennio, del riconoscimento «Città del Folklore» a località pugliesi che dimostrino di aver attuato interventi utili alla salvaguardia del proprio patrimonio etnografico e che, in tal caso, potranno fregiarsi di una targa, posta all’ingresso dell’abitato, con apposito logo istituzionale depositato e riconosciuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

È prevista, infine, una tappa in Puglia della «Rassegna Internazionale “Vittorio De Seta” di Documentari Etnografici», attraverso la quale, oltre a ricordare la figura del prestigioso regista e cineasta meridionale, si intende promuovere e diffondere la conoscenza antropologica, tramite il mezzo audiovisivo, delle culture popolari intese come patrimoni inalienabili delle differenti identita? locali; recuperare e rifunzionalizzare alle esigenze attuali le proprie identita? culturali, conducendo ricerche e documentandole con i moderni mezzi teleaudiovisivi; promuovere le documentazioni etno-videografiche per agevolarne la loro messa in scena teatrale consentendo, in tal modo, di mantenere vitali le culture popolari in quanto patrimoni da preservare e valorizzare. Su questo piano l’innovazione non è più solo di prodotto, ma diventa anche di processo, attivando tra diversi ambiti culturali e artistici contaminazioni e integrazioni virtuose, sempre fondate sulla rigorosa ricerca scientifica.

In occasione della sottoscrizione del Protocollo d’intesa, non ci siamo limitati alle formalità di rito, ma abbiamo chiesto alla FITP di animare l’intera giornata con alcuni dei gruppi folkloristici rappresentativi dell’intero territorio regionale, ma anche del senso dell’accordo che andavamo a sottoscrivere. E la risposta alla chiamata del Presidente Ripoli è stata davvero commovente: 14 i gruppi che hanno aderito da tutta la Puglia, consentendo di realizzare una grande festa del folklore pugliese che, come ogni festa che si comandi, ha avuto il suo momento topico nella consegna di un «Oscar del Folklore» a Nando Fiore, da 50 anni animatore a livello nazionale e internazionale del gruppo folkloristico «La Zeit» di Gravina di Puglia.

Sono profondamente convinto che i momenti vissuti lo scorso 9 settembre in Fiera del Levante, al di là di ogni altra considerazione politica e amministrativa, abbiano evidenziato la profonda umanità e i valori semplici, ma forti che legano intimamente al proprio territorio le persone – donne, uomini, anziani, ma soprattutto tanti, tantissimi ragazzi – che hanno scelto di prendersi cura delle tradizioni e delle storie della proprie comunità. Non posso non pensare al proposito a quello straordinario proverbio arabo che Alessandro Leogrande ha posto in testa al capitolo sulla «identità» scritto, subito prima la sua prematura scomparsa, per il piano strategico regionale della cultura: «Beato quel padre che è in grado di dare ai propri figli radici e ali». Ebbene, nelle danze, nel canto, nei costumi, negli strumenti musicali, nei monili, nel ritmo, negli sguardi, nella passione dei gruppi che hanno animato il padiglione istituzionale della Regione in Fiera del Levante, mi è parso davvero di scorgere la possibilità di ritrovare se stessi, partendo dalle solide radici da cui proveniamo, per dotarle di ali in grado di offrirci una chiave di lettura del complesso presente che viviamo e soprattutto di proiettarci in un futuro migliore. Grazie amici della FITP e … all’erta perché il Protocollo d’intesa è solo l’inizio. Il bello viene adesso!