Quale futuro per i gruppi

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Se si è in grado di programmare il proprio futuro, coscienti dell’attuale situazione economico-culturale e sociale, le iniziative e le attività attuali inerenti il mondo folklorico, nel quale la F.I.T.P. dichiara e ritiene di operare, dovranno necessariamente essere sempre più collegate alla cultura locale, la sola in grado di esprimere in pieno la vitalità di ogni comunità che, come è noto, racchiude un ricco patrimonio fatto di esperienze e stili di vita.

Nello stesso tempo, tuttavia, bisogna uscire dai confini locali, regionali e nazionali, in modo da poter respirare aria mondiale e capire come cambia il mondo e cosa significa rappresentare i beni folklorici nella cultura mondiale che vive all’interno di costanti e continui spettacoli; i moderni mezzi elettronici di comunicazione sono evidenti esempi.

Infatti, un validissimo aiuto potrà essere fornito da questi mezzi di comunicazione, dalla tecnologia e soprattutto dai social network che avvicinano tutti, in tempi rapidissimi, divulgando le tematiche che sono coltivate dai gruppi folklorici e dalla F.I.T.P. che li organizza curando la tutela delle tradizioni delle diverse comunità e dei relativi patrimoni folklorici.

Questa istanza contempla la programmazione di una nuova forte spinta innovativa che dovrà vedere sempre più protagonisti i numerosi gruppi folklorici, presenti in ogni regione della nostra penisola e nelle altre nazioni. Un compito non facile per tutti.

Toccherà, ancora una volta, ai gruppi non farsi trovare impreparati, ma pronti e disponibili ad interagire innanzitutto con le più svariate problematiche evidenziate quotidianamente dalla società attuale.

Quindi la stessa Federazione dovrà avere allo studio una serie di iniziative e proposte finalizzate al fattivo coinvolgimento dei propri affiliati. Proposte e sinergie indispensabili per rivitalizzare l’intero comparto ed ancora per rinnovare ed adeguare alle attuali esigenze le numerose attività di messa in scena del prezioso patrimonio etnografico presente nella nostra penisola.

Alcuni interventi dovranno partire dalla rivisitazione attenta delle differenti culture locali per fa sì che ogni attività non perda il suo vero significato ed, al tempo stesso, affinché ogni rappresentazione non risulti separata dal contesto di cui è parte inscindibile.

Oggi più che mai le culture locali evidenziano momenti unici, in cui si manifesta la vitalità di comunità intere non disposte a rinunciare a tutto ciò che risulta parte integrante del proprio patrimonio, delle proprie esperienze e della propria vita.

Per esempio, partendo da un’attenta opera di recupero critico, si potrebbe ricominciare proprio dalle feste patronali, le quali risultano essere abbastanza tutelate dall’apparato liturgico adottato come regola istituzionale; nella loro dinamica le feste costituiscono, sul piano spettacolare collettivo, una grande rappresentazione partecipata nella quale compaiono nello svolgimento una grande quantità di simboli e di forme teatrali, i cui modelli possono essere riproposti e messi in scena dai gruppi dopo adeguate e attente analisi e riflessioni per le relative trasposizioni.

Si tratta questa di una svolta a 360 gradi per scongiurare la dispersione dell’invidiabile patrimonio di conoscenze, di usi e di costumi di cui i gruppi folklorici, sempre più, risultano gli unici e gelosi custodi, nonché fedeli testimoni.

Il tutto senza trascurare, come accennavamo in apertura, le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, indispensabili per la comunicazione contemporanea. In conclusione, quindi, bisogna predisporre un progetto finalizzato alla realizzazione di un valido sistema interattivo che possa, in qualsiasi momento, consentire a tutti i gruppi di utilizzare i contenuti, le informazioni e le esperienze che sono stati elaborati: un vero patrimonio culturale appartenente soltanto all’universo folklorico.

Quindi culture locali che diventano cultura dominante, senza, però, dimenticare il “prezioso scrigno” in cui sono gelosamente custodite tutte le esperienze che costantemente ci offre la vita .