Prospettive future per i gruppi folklorici

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Gli interventi introduttivi hanno messo in luce le cause della crisi riconducibili anche alla stagnante economia.

Nella magia della via dei Laghi, presso Nemi, si è svolta il 20 e 21 maggio, l’Assemblea Generale Ordinaria della FITP. Già dal titolo si percepiva che sarebbe stata non la solita ed “ordinaria” assemblea.

Davvero tanti i gruppi presenti, con la voglia di confrontarsi tra di loro, di proporre, di fare e di parlare. Un emozionato Benito Ripoli ha dato il via ai lavori affermando: «Crisi, parola che oggi presiede ogni cosa e che ci riguarda ed ha toccato anche noi; ma il mondo del Folklore può risorgere e noi possiamo farlo prima degli altri.

Perché abbiamo i numeri. Abbiamo i giovani per farlo che ci daranno grandi soddisfazioni. Però, è necessario restare vicini; criticateci, ma siateci vicini. Solo uniti ed orgogliosi della nostra appartenenza a questo mondo, possiamo vincere». Gli interventi introduttivi del tesoriere Tobia Rinaldo, prima, e del segretario generale Franco Megna, poi, hanno messo in luce i perché della crisi.

Questa parola che fino a pochi anni fa era conosciuta, ora imperversa anche nel nostro mondo. Si è sempre fatto spettacolo, però anche questo oggi è in forte declino. Alcuni hanno evidenziato che dipende da una classe politica poco attenta.

Probabilmente è vero. Inoltre, è presente un’economia in stallo che ristagna. Tuttavia, come altri hanno rilevato siamo noi stessi che, a volte, non sappiamo far buon uso di ciò che ci viene a messo disposizione.

Da ciò l’accorato richiamo di Franco Megna a sfruttare ciò che le istituzioni locali attualmente ci possono offrire; fra gli altri problemi è necessario addentrarci nei complessi meandri della progettazione che l’Unione Europea ci propone; questo è possibile con l’aiuto di esperti per stendere i progetti.

Per tutti i gruppi che volessero approfittare di tale prospettiva, la Federazione si è mossa anche in questo campo. Sul sito c’è già da tempo il nome di un esperto del settore che può redigere i progetti. Ed a proposito di progetti, si è parlato molto dei progetti educativi da realizzare nelle scuole.

Molti professionisti appartenenti ai nostri gruppi lo fanno ed hanno chiesto una maggiore attenzione da parte della Federazione. A questo riguardo è emerso che non è più sufficiente consegnare soltanto semplici attestati di partecipazione; è opportuno che si pensi all’istituzioni di specifici diplomi, anche se la FITP non possiede l’autorità e soprattutto la legittimazione di fornire titoli formalmente riconosciuti a livello istituzionale.

Tuttavia, anche su questo tema il riscontro è stato molto positivo, in quanto l’assemblea è stata informata che la Federazione si sta muovendo in direzione del MIUR affinché la FITP possa essere riconosciuta come istituzione con funzione di formazione in ambito etno-antropologico.

La nostra rivista bimestrale, grazie al direttore Cocca, rientra nell’ambito delle pubblicazioni scientifiche, con il numero ISSN (Internazional Standard Serial Number); inoltre, negli ultimi quattro numeri, ha accolto saggi di alto livello con la documentazione delle attuali tradizioni etnografiche di numerose regioni.

In futuro costituirà oggetto di studio grazie alle documentazioni attualmente pubblicate. Come ha sostento Pino Gala alla fine della prima delle due giorni, le crisi ci sono e ci saranno sempre. Hanno fatto perire interi popoli, ma chi non cede nelle crisi ha la possibilità di svilupparsi, innovarsi e rinnovarsi.

A questo punto si è posto il problema per capire come si potrà sopravvivere se alcuni gruppi folklorici della FITP realizzano spettacoli mettendo in scena materiali e contenuti che rimandano ad un passato ormai inesistente. La cosiddetta tradizione deve essere considerata come la realtà attuale, come la vita reale di oggi; in pratica, bisogna adeguarsi ai tempi moderni, rispettando comunque la tradizione.

Proprio ad opera di Pino Gala, che nella Consulta scientifica ricopre la specializzazione dell’etnocoreutica, è stato redatto un documento di indirizzo (pubblicato in questo numero della Rivista e sul sito della FITP).

In sostanza, Gala suggerisce tre punti da perseguire per il prossimo futuro: riqualificazione, genialità ed intraprendenza. Questa voglia di non mollare e di non farsi sopraffare dalla crisi si è protratta anche nell’assemblea del giorno 21.

Sarebbe dovuta essere essenzialmente tecnica con l’approvazione dei bilanci (argomento che è stato approvato all’unanimità); i partecipanti, però, avevano ancora il desiderio di sentirsi rassicurare che non sono soli, che la FITP c’è ancora e che uniti si supera tutto.

La conclusione che è emersa, infatti, è che la realtà culturale delle popolazioni non può essere cancellata dalla crisi anche perché ne ha superato altre forse più gravi. Nell’insieme degli aspetti cerimoniali l’assemblea ha ricordato i seguenti dirigenti che hanno, negli anni, contribuito alla formazione ed organizzazione della FITP; ad essi è stato dedicato un minuto di raccoglimento; essi sono Secomandi, Pierangeli, Della Costa e Piemonte.

Per concludere l’assemblea si è posta il problema di affrontare per il futuro nuovi orizzonti accogliendo la sfida dell’attuale contingente crisi che, in prospettiva, contribuirà a rafforzare gli impegni culturali e sociali dei gruppi iscritti alla FITP.