La rassegna internazionale “Vittorio De Seta” del documentario etnografico

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Come è da tempo noto a tutti gli affiliati, la F.I.T.P. è un’Associazione che, a partire dalla sua istituzione nella fine degli anni ’60 del secolo scorso, ha come scopo principale quello di documentare, tutelare e valorizzare le culture popolari delle diverse regioni italiane. Nel loro insieme, tali culture, definite nell’Ottocento come tradizioni popolari, costituiscono un vasto e complesso patrimonio di beni etnografici immateriali e materiali genericamente così distinguibili. Tra i beni immateriali sono individuabili in modo ampio tutte le tradizioni orali: narrativa e canti, poesia religiosa e laica, motti, proverbi ecc.; si collocano in questo contesto anche le usanze e consuetudini di vita feriale e festiva delle diverse comunità, i diversi comportamenti del corpo con le varie posture durante il lavoro e nel riposo, le varie espressioni gestuali e le complesse forme assunte nelle esibizioni coreutiche, i saperi elaborati e consolidati durante il lavoro e tramandanti di generazione in generazione. I beni materiali etnografici possono essere più facilmente definiti e individuati; in sostanza sono tutti i prodotti materiali della cultura che gli uomini, nei diversi contesti geografico-culturali e ambientali, hanno storicamente realizzato e continuano a realizzare. In pratica, in tale insieme rientrano tutti i manufatti materiali semplici e complessi e le relative tecniche di realizzazione storicamente prodotti dagli uomini.

Da quanto fin qui si è sintetizzato si evince che l’impegno della F.I.T.P. di documentare, tutelare e valorizzare le tradizioni popolari italiane, nell’odierna complessa situazione economico-sociale, non si risolve soltanto con le messe in scena di canti, musiche e balli tradizionali, realizzate in occasione di sagre festive ed eventi organizzati nelle diverse comunità, soprattutto nel periodo estivo. Nel sistema della globalizzazione economica e dell’informazione attuale, risulta evidente che tale impegno deve essere adeguato ai nuovi interessi e gusti del pubblico oltre che alle nuove istanze culturali; queste impongono che l’odierna azione della F.I.T.P. sia inserita a pieno titolo nel dibattito culturale scientifico degli studiosi che, come è noto, da sempre sono impegnati nella documentazione, nella tutela e nella valorizzazione dei patrimoni dei beni culturali, nei quali si collocano anche quelli etnografici.

Sulla base di queste semplici concrete considerazioni la F.I.T.P., con l’amministrazione del Presidente Ripoli, ha istituito due importanti eventi culturali grazie ai quali ha instaurato validi rapporti con studiosi italiani e stranieri del settore scientifico disciplinare demo-etno-antropologico, nel quale, con la nozione «demo», rientra la definizione romantico-evoluzionistica di «tradizioni popolari». Un evento è il «Premio Internazionale “Giuseppe Cocchiara” per gli Studi Demo-etno-antropologici» conferito, ad anni alterni, a studiosi di chiara fama italiani e stranieri che hanno dato particolari contributi nelle ricerche e nelle metodologie riguardanti il settore disciplinare; l’altro evento è la «Rassegna Internazionale “Vittorio De Seta” di Documentari Etnografici» (in programma dal 26 al 27 di ottobre prossimo) con la quale la F.I.T.P. intende promuovere, tra i propri associati, l’uso dei moderni strumenti di videoregistrazione per documentare le particolari realtà etno-antropologiche impegnandosi, in questo modo, ad acquisire i canoni dell’Antropologia visuale; come è noto, per chiunque, oggi è molto più semplice documentare eventi e fatti culturali con le immagini, realizzate con un semplice telefonino, piuttosto che descriverli con le parole; fra l’altro, sul piano documentario, le immagini video, sebbene siano individualizzate dal punto di vista di chi le compie, sono più complete per immediatezza di quanto, al contrario, possano essere le descrizioni compiute con le parole. È da molto tempo noto che la comunicazione tramite immagini è più immediata e forte di quella ottenuta tramite le parole. L’iconografia religiosa delle chiese, adottata fin dal primo Cristianesimo, costituisce un efficiente ed interessante esempio di comunicazione per immagini particolarmente efficace sul piano educativo.

La Rassegna è stata dedicata a Vittorio De Seta in quanto, tra i cultori di Antropologia visuale, è riconosciuto come uno dei più importanti documentaristi etnografici italiani che, a partire dai primi lavori degli anni ’50 del secolo scorso, ha documentato e analizzato numerosi aspetti delle culture popolari meridionali impiegando l’importante metodo del «cinema verità».

I suoi documentari più noti sono: Lu tempu di li pisci spata (1954 - 11’), Isola di fuoco (1954 - 11’), Sulfarara (1955 - 10’), Pasqua in Sicilia (1955 - 11’), Contadini del mare (1955 - 10’, Parabola d’oro (1955 - 10’), Pescherecci (1958 - 11’), Pastori di Orgosolo (1958 - 11’), Un giorno in Barbagia (1958 - 14’), I dimenticati (1959 - 20’). Inoltre, utilizzando i metodi del documentario etnografico De Seta ha girato i seguenti film: Banditi a Orgosolo (1961), Un uomo a metà (1966), L’invitata (1969), Diario di un maestro (1973), (film tratto dal romanzo autobiografico di Albino Bernardini Un anno a Pietralata); infine, Lettere dal Sahara (2006).

Nella seconda metà del prossimo ottobre (26-27) si svolgerà in Calabria a Castrovillari (Cosenza) l’edizione del 2018 della Rassegna alla quale hanno partecipato 51 documentari dei quali, nella tabella che segue, vengono indicati i nomi degli autori, la provenienza, i titoli e la durata.

1 Alessandro Seidita, Torino, Viaggio a sud - indagine in Sicilia, 58’.

2 Andrea Addolorato, Tropea (VV), Tizzoni di Calabria, 15’.

3 Andrea Calderone, Reggio Emilia, Artquake, 60’.

4 Andrea Gadaleta, Caldarola Molfetta (BA), Mare Nostro, 55’.

5 Antonio Notaro, Castrovillari (CS), Calabria, Appunti di viaggio di una terra antica, 35’.

6 Azzurra Catucci, Castrovillari (CS), Festa della bandiera-Morano Calabro, 25’.

7 Christian Manno, Lecce, Il pane non si taglia ma si spezza, 29’.

8 Christian Manno, Lecce, Skattome Kannò (zappiamo fumo), 42’.

9 David Fratini, Terni, Dopo la primavera, 37’.

10 Diego Monfredini, Piacenza, 2002: Odissea dall’Afghanistan, 22’.

11 Domenico G.S. Parrino, Bologna, Cent’anni di Corsa, 18’.

12 Donato Canosa, Torino, La cacciata del Malvento, 48’.

13 Emanuele D’antonio, Modena, Piove con il sole, 58’.

14 Emiliano Dante, L’Aquila, Appennino, 66’.

15 Emiliano Dante, L’Aquila, Habitat - note personali, 55’.

16 Enrico Iannaccone, Napoli, Sarimihetsika, 33’.

17 Enrico Montalbano, Palermo, San Calò estasi e delirio, 14’.

18 Eugenio Attanasio, Catanzaro, Gangale, 52’.

19 F.sco Maria Sculco, Belvedere Spinello (KR), Neaithos, 24’.

20 Federica Leone, Mormanno (CS), Tra(en)dition, 45’.

21 Francesco Delia, Trebisacce (CS), “Belli e Brutti” a Alessandria del Carretto: un Pulcinella postmoderno e una tradizione rinnovata, 11’.

22 Francesco Graziano, Caraffa di Catanzaro (CZ), Festa S. Domenica, 10’.

23 Francesco Graziano, Caraffa di Catanzaro (CZ), Il Carnevale arbereshe di Caraffa, 8’.

24 Gaetano Crivaro, Cagliari, La Processione, 22’.

25 Greta Loesch, Toulouse (Francia), Lo Pastre, 32’.

26 Ignazio Figus, Nuoro, La cena delle anime, 16’.

27 José Rafael, Caracas (Miranda), Tamunangue. Son de Negros - Hilos de mi tierra, 26’.

28 Joshua Wahlen, Palermo, Voci dal silenzio, 53’.

29 Luana Martino, Bari, Bari old, 6’.

30 Luigi Stabile, Morano Calabro (CS), Carniliveru, 6’.

31 Luigi Stabile, Morano Calabro (CS), N’tempu i metitura, 6’.

32 Marcello Perrone, Mormanno (CS), Il fuoco, 6’.

33 Melissa Annunziata, Campo Calabro (RC), Occhi di pietra, 22’.

34 Michele Putrino, Vibo Valentia, Tra venneri e dominica, 13’.

35 Michele Sammarco, Casalserugo (PD), Maria vola via, 16’.

36 Miguel Ángel López Rodríguez, Ourense (Spagna), Sons do entroido I, 23’.

37 Miguel Ángel López Rodríguez, Ourense (Spagna), Sons do entroido II, 18’.

38 Nassa, Mongolia, Descendants of the Golden Sun, 45’.

39 Nassa, Mongolia, Traditional Games in Shagai, 35’.

40 Nassa, Mongolia, Traditional Technique of Making Airag in Khokhuur, 38’.

41 Piercarlo Grimaldi, Asti, Memorie di tartufo. Una storia nascosta, 10’.

42 Pierluca Zanda, Latina, Dei Misteri, 21’.

43 Remo Chiappetta, Morano Calabro (CS), Una storia d’amore, 13’.

44 Remo Congia, Selargius (CA), Sa festa manna de Santi Sisinni, 9’.

45 Roberta Nagliati, Borsea (RO), Sentinelle del nulla. Il cinema esistenzialista di Luigi Di Gianni, 45’.

46 Saverio Caracciolo, Tropea (VV), La Ciambra - Gioia Tauro, 24’.

47 Saverio Caracciolo, Tropea (VV), Le pipe di Brognaturo, 14’.

48 Saverio Caracciolo, Tropea (VV), Nera la notte, 19’.

49 Saverio Caracciolo, Tropea (VV), Zingari e Santi Medici, 19’.

50 Saverio Caracciolo, Tropea (VV), Sulle ali delle api, 28’.

      51 Simone Bianchi, Livorno (LI), L’altra isola, 11’.