Il folklore per la vita a Bergamo

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Che la Federazione Italiana Tradizioni Popolari (FITP) non si limitasse a promuovere e a diffondere la cultura di canti e balli del passato era cosa nota da tempo. Come molti sanno si deve all’impegno della FITP l’organizzazione in tutta Italia di manifestazioni a scopo benefico. Una per tutte quella dedicata ogni anno a “Il folklore per la vita”. Ma quest’anno il Comitato Provinciale FITP di Bergamo ha superato se stesso decidendo di donare questa giornata al sostegno dell’associazione “Spazio Autismo Onlus” di Bergamo che rivolge la sua attenzione alla tutela di bambini e ragazzi affetti da gravi disturbi dello spettro autistico. Data prescelta domenica 21 ottobre scorso. Un pomeriggio domenicale dalla mitissima temperatura che ha visto radunata sotto il quadriportico del Sentierone una autentica folla. A partire dalle 15 e fino all’imbrunire è stato un susseguirsi ininterrotto di esibizioni diverse che hanno letteralmente catturato l’attenzione di tutti i presenti. A fare da catalizzatore la sempre brillante presentatrice Tiziana Ferguglia, vera mattatrice della bella manifestazione. Siamo partiti con l’intrattenimento sonoro de “La voce dei tamburi” che ha provveduto a distribuire tra il pubblico i più vari strumenti a percussione perché ognuno partecipasse attivamente. Ne è nata un’orchestra improvvisata così gradevole da lasciare tutti a bocca aperta per lo stupore. È stata poi la volta delle “Taissine” di Gorno con i canti delle cernitrici che, nel secolo scorso, affiancavano gli uomini nel lavoro delle miniere di Zinco della Valle del Riso. Grande successo per il Gruppo Orobico fondato da Aldo Secomandi, la cui figura di “Padre del folklore bergamasco” è stata ricordata dal presidente del comitato provinciale FITP Francesco Gatto.

L’Orobico, che ha deliziato tutti con la irresistibile “Sich sach de sòch sèch” , ha festeggiato, tra l’altro, il debutto sulla scena del più giovane in assoluto tra i componenti di tutti i gruppi, Thomas, che ha eseguito perfettamente la sua performance, stando comodamente in braccio. E, mentre nelle piazze adiacenti il quadriportico la “Compagnia del Re Gnocco”, “Aria di Danze” e “Arlecchino Bergamasco” intrattenevano i passanti chi con giochi, chi con un dj set di animazione e chi con un autentico organetto di Barberia, sul palcoscenico sfilavano i meravigliosi costumi medievali della “Corte di Teranis” di Terno d’Isola che ha presentato una serie di elegantissime danze rinascimentali. Molto apprezzate anche le canzoni campane di “Le terre del Sole” di Lodi e le danze del gruppo “Arlecchino 1949” (ma si può resistere alla simpatia della “Ravasina?”) così come quelle d’oltreoceano dell’Associazione “Cultural Bolivia”. Ma le graditissime sorprese della giornata sono state le esilaranti battute dei nostri Giopì e Margì (Raffaele Tintori ed Emanuela Giovanessi , bravissimi nell’esortare i presenti a non dimenticare la raccolta fondi) che sono riusciti nel difficilissimo intento di lasciare senza parole perfino Tiziana. Che dire poi delle nuove leve del gruppo folkloristico “I Gioppini di Bergamo”, i piccoli Danilo, Geremia, Carlotta, Brigida e Nicola? Nicola in particolare ha dimostrato di essere già pronto a calcare le orme del suo celebre papà, e, forse, addirittura a superarlo visto che il nostro Fabrizio Cattaneo ha dovuto accontentarsi di cedergli la dama.

Nicola ha infatti fatto da cavaliere alla sua mamma, strappando applausi a scena aperta da autentica, consumatissima star e facendo ricredere chi teme che i canti e le danze popolari stiano attraversando un periodo di crisi. Grazie, Nicola. Il futuro del nostro folklore non spaventa più nessuno. Sappiamo che è assolutamente in buone mani.