Il Carnevale di Viareggio

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Tradizione risalente al lontano 1873. È divenuto oggi il più grande evento carnevalesco italiano.

Il Carnevale di Viareggio non è uno scherzo, ma una tradizione che risale al 1873, fatta di arte, cultura, storia. Istituito da quasi un secolo e mezzo, oggi costituisce più grande evento carnevalesco italiano per numero di partecipazione di pubblico (oltre seicentomila spettatori alle sfilate), notorietà e dimensioni.

Intorno alla manifestazione, che ha un bilancio annuale di 4 milioni di euro ed un indotto stimato da Il Sole 24Ore di 20 milioni, durante tutto l’anno, ruota l’intera economia della città. Tanto che il Carnevale è uno dei punti fondamentali della politica cittadina.

Il sindaco nomina i vertici della Fondazione (l’ente che organizza) e la politica se ne interessa. Oggi il Carnevale di Viareggio non vive nelle sole cinque giornate di sfilata, ma è una grande industria, che muove l’economia locale, specie in un periodo di bassa stagione, quale è febbraio, per una città balneare come Viareggio.

“È il pane dell’inverno” dicevano i vecchi, una volta. È ancora così. Alla Cittadella del Carnevale, la più grande opera pubblica degli ultimi decenni in Toscana, lavorano tutto l’anno circa 200 persone, impegnate nella costruzione dei carri, sotto la guida degli artisti della cartapesta, che ogni anno firmano i progetti.

Intorno alle costruzioni allegoriche si forma un “esercito” di cinquemila figuranti, che salgono a bordo dei carri, impegnati nella realizzazione delle coreografie a tema. Il Carnevale di Viareggio è un evento che suscita l’interesse dei media di tutto il mondo che ogni anno seguono le sfilate delle straordinarie opere allegoriche che, per grazie alla facilità e all’arguzia di far satira, sono sempre di estrema attualità e interesse.