Feste tradizionali in Abruzzo, preziosa terra

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L’abruzzese definito “forte e gentile” con fatica ma con fierezza continua a muoversi nel solco della cultura tradizionale, rispettando riti e celebrazioni festive che provengono dai loro padri.

Preziosa terra o terra preziosa per la sua posizione nella nostra penisola, l’Abruzzo è una regione che raccoglie tradizioni antiche che disegnano il senso di identità e fierezza della sua gente. Senso di appartenenza oggi più che mai rivalutato alla luce di quanto accaduto sul territorio a causa di eventi naturali, come le scosse telluriche che, dopo il sisma che colpì l’Aquila nel 2009, hanno di nuovo quest’anno ferito tante zone della regione.

L’abruzzese definito “forte e gentile” con fatica ma con fierezza continua a muoversi nel solco della cultura tradizionale rispettando riti e celebrazioni festive che provengono dai loro padri. E’ una realtà che si respira soprattutto nei piccoli centri, nei paesi e nelle contrade che perseguono una resistenza culturale e che passano il testimone ai giovani, vero cuore pulsante e speranza della continuità.

Questa regione comprende molti aspetti della natura: montagne come il massiccio del Gran Sasso e della Majella, pianure, laghi e la costa bagnata dal mar Adriatico. L’esemplificazione geografica è utile per comprendere quanto articolato sia stato lo sviluppo della cultura tradizionale che ha trovato adeguamento e finalità a seconda della diversità dei luoghi.

La durezza del clima invernale nelle zone montane e pedemontane, ricordata in tanti passi della letteratura crociana e dannunziana e che ha obbligato le popolazioni alla transumanza, si stempera a mano a mano nella discesa verso la costa.

Il risveglio primaverile ha permesso, nel tempo, nuovi o reiterati incontri di gruppi per celebrare festività legate alla buona stagione che si sono intrecciate al ricordo di miracoli avvenuti nell’ambito dei riti religiosi, o ad occasioni di celebrazioni stagionali per propiziare i raccolti.

Allo stesso modo le feste legate ai ritmi dell’estate hanno scandito nelle comunità la devozione e il ringraziamento per i raccolti avvenuti o per impetrare la salvezza in mare. Possiamo in questa sede accennare, non in profondità, alla multiforme varietà festiva come pieghe di un variopinto ventaglio che si apre su questa regione.

La rinascita della vegetazione è il motivo manifesto di tanti rituali perché il mese di maggio è ricco di ricorrenze nelle quali, oggi come fino a un recente passato, la primavera doveva essere chiamata attraverso le piogge che dovevano bagnare i campi nei quali le piccole piante cominciavano a crescere, acqua che non doveva essere troppo abbondante altrimenti sarebbero marcite.

La festa delle Verginelle a Rapino, in provincia di Chieti, rievoca l’8 maggio il miracolo della pioggia insieme al culto della Madonna del Carpino, una Madonna arborea come la Madonna della Croce che gli abitanti di Pietranico, in provincia di Pescara celebrano la prima domenica dello stesso mese.

Molte feste associano il momento religioso a quello di incontri di gruppi di pellegrini che si spostano da paesi limitrofi per incontrare gli abitanti del paese nel quale si svolge la celebrazione; per la processione della Madonna dello Splendore a Giulianova, in provincia di Teramo il 22 aprile si attendono i pellegrini che provengono dal vicino paese di Cologna, a Pratola Peligna il corteo della Madonna della Libera incontra vicino al paese il folto gruppo che arriva da Gioia dei Marsi, ambedue in provincia di L’Aquila, per poi procedere in processione fino alla chiesa nella quale i pellegrini ospiti entreranno, molti dei quali procedendo in ginocchio, a Ortona (CH) la prima domenica di maggio i festeggiamenti in onore di San Tommaso iniziano nel momento in cui arrivano i devoti da Campli (TE) per il filo rosso che lega le due località a Margarita d’Austria, figlia di Carlo V°, che sposò un Farnese.

La natura si intreccia alla devozione con trofei floreali che sposano la fede religiosa alla ripetizione di riti ancestrali spesso sottesi a più moderne ritualità come avviene per il Majo di San Giovanni Lipioni, in provincia di Chieti, qui la buona volontà e la passione dei giovani del luogo ripetono il primo maggio una celebrazione molto antica.

La vegetazione si rinnova e l’albero di Maggio si allestisce, sempre il primo maggio, a Tornimparte (AQ) prendendo il nome di Calende. Nelle zone di montagna la mèta di molti pellegrini si muove verso l’aquilano a Balsorano per la devozione in grotta l’8 maggio e in seguito, il 18, a San Venanzio per strofinarsi sulle orme litiche del santo e scongiurare i dolori del corpo attraverso l’arcaico metodo della litoterapia.

Nel rinnovamento festeggiante non vengono esclusi gli animali come le innocue serpi che si avvolgono intorno alla statua di San Domenico a Cocullo (AQ) il primo maggio o il terribile lupo ammansito dallo stesso santo a Pretoro (CH) o il bue consacrato a San Zopito a Loreto Aprutino (PE) il 22 dello stesso mese.

Stupende canefore in costume sfilano a Bucchianico (CH) per la festa di Sant’Urbano e la rievocazione dei Banderesi. Cesti ricolmi di fiori sfilano ondeggiando dietro un vitello sacrificale che sfamerà, in seguito, i partecipanti il 21 maggio.

Culti lustrali si rinnovano con l’immersione in mare la mattina del 24 giugno in occasione della ricorrenza di San Giovanni Battista, episodi legati all’assalto dei saraceni o “turchi” vengono esorcizzati con la rievocazione in costume della battaglia vinta dagli abitanti di Tollo (CH) con l’ausilio della Madonna, la prima domenica di agosto.

Nelle occasioni festive dell’estate, ad avvenuti raccolti, le offerte di cibo rievocano quelle cerealicole soprattutto nella preparazione delle ciambelle in molte località abruzzesi. Il colore del grano sembra specchiarsi nella lucentezza dell’oro che copre le effigi portate in processione.

I donativi preziosi si muovono sulle stoffe dove sono appuntati nel momento in cui la statua sovrasta i fedeli e ne potenzia l’attesa o il ringraziamento di quanto ognuno richiede. A Goriano Sicoli (AQ), Santa Gemma viene portata in processione a maggio, il 7 agosto si festeggia in molte località San Donato come a Castel di Ieri (AQ), il 16 agosto il culto di San Rocco ha radici in molti paesi come Roccamontepiano (CH) e Castelvecchio Subequo (AQ).

Seppure di più recente nascita, sul mare d’estate tanti cortei di imbarcazioni escono dai porti per celebrare santi come Sant’Andrea a Pescara l’ultima domenica di luglio o la Madonna del Portosalvo a Giulianova (TE), la prima domenica di agosto.

Fiori si spargono in mare in un matrimonio tra l’uomo e l’elemento marino. Riti che scandiscono ancora il ritmo del vivere nella ripetizioni di gesti rassicuranti ereditati dalla forte cultura della tradizione.