Emozioni irrazionali di sapori: Voglia di andare verso la vita e così vincere la morte

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L’odore del mare con la freschezza di sorrisi e di allegria, che solo e i più giovani e i ragazzi sanno infondere e, quindi, confondersi in un immenso parco verde, quale è il resort ospitante la manifestazione, ha caratterizzato la 36^ edizione organizzata dalla F.I.T.P. de «Il Fanciullo e il Folklore»; l’incontro si è svolto a Riva Marina, sul lungomare di Carovigno, comunità bellissima ed ospitale della Puglia profonda; nel centro del paese, con l’attenta regia del EMOZIONI IRRAZIONALI DI SAPORI: VOGLIA DI ANDARE VERSO LA VITA E COSÌ VINCERE LA MORTE di Maurizio Varriano L locale gruppo dei Carvinati, si è snodato il corteo-parata dei gruppi provenienti da più regioni.

Le note degli organetti, delle chitarre, gli accompagnamenti dei tamburelli e degli strumenti per eseguire i balli e i canti tradizionali hanno profuso ricordi e soprattutto entusiasmo di partecipazione; tutti sono stati coinvolti ad essere nella festa e così dimenticare le tristezze della vita; nel fragore di canti e suoni, le tristezze sono state messe in disparte con tutte le loro insidie e brutali concezioni.

L’atmosfera generale ha aperto verso la primavera e l’estate, versa la natura dove rinasce alla «vita»
Da qui è emersa un’importante riflessione: la vita che, anche nella morte, è sempre vincente; quella vita che è sempre al primo posto di un mondo che esige concretezze, partecipazione attiva e fratellanza.

Dopo il successo dell’anno passato, in quel di Sessa Aurunca, a Carovigno, paese elegante, pieno di fascino con i suoi manieri in bella vista, non poteva essere sede migliore per ospitare l’edizione del 2019.
Come ogni manifestazione che si rispetti anche questa ha iniziato con la particolare conviviale accoglienza, con il saper essere partecipi delle regole della festa, uniti da scambi di idee, di vedute musicali, culturali e dall’essere giovani privi di forme di antagonismo, ma consapevoli che la sana competizione migliora se stessi ed il gruppo di cui si è parte. La connessione sociale di tutti e fra tutti è molto semplice; avviene dopo un pranzo prima della sfilata o dell’esibizione. Il pasto collettivo è condito da quei sapori che scaldano i cuori, che ci rendono unici e che, a volte, sollevano le menti dalla miriade di problemi che rendono le vite freneticamente nascoste alla luce e sono non soddisfacenti, determinando la vera voglia nella ricerca del futuro.

È bello ed interessante vedere i bambini sfilare lungo le strade di Carovigno comunità per l’occasione vestita a festa con luminarie; intanto i locali brulicano di gente pronta a soffermarsi sorseggiando una bibita o un caffè. A questo punto dalla sfilata parte la musica; c’è chi balla e chi canta. In torno nei visi degli astanti ci sono tanti sorrisi validi a dimostrare piacere e consenso allontanando la tristezza.

Un palco enorme che però diventa “piccolo“ con i folti gruppi che si sono esibiti nelle due giornate del 26 e 27, per poi sfilare, in grande stile in parata, nella giornata conclusiva del 28 aprile. La prima serata ha visto tributare applausi e manifestazioni di giubilo ad una sequenza di ben 9 gruppi.

Hanno iniziato i Carvinati di Carovigno con i gruppi di rievocazione storica che hanno esaltato il pubblico presente con esibizioni acrobatiche e le relative azioni tecniche dei piccoli sbandieratori. Subito dopo si sono esibiti I pulcini di Alberobello, il gruppo dei Fabaria Folk, I Puricini di Vibo Valentia, il gruppo della Città di Tropea, a seguire il gruppo Molisano, che è da sottolineare in quanto è il primo gruppo di un Istituto Scolastico, Istituto Comprensivo – Madre Teresa di Calcutta; per concludere, c’è stata l’esibizione del gruppo de I Miromagnum e degli ostunesi Lu Barcarule.

In sostanza, si è assistito ad una festa nella festa; infatti, si è avuta un’ampia contaminazione di generi con l’esibizione di bambini di età compresa tra i 5 ed i 15 anni che hanno provocato la sincera commozione degli adulti i quali, nel vedere l’esibizione dei più piccoli, non hanno retto a contribuire con gli applausi ad un intenso incoraggiamento.

Alla conclusione della prima serata di spettacolo, tutti felici si parlava di quanto sarebbe successo nella serata successiva; questa attesa è stata ampiamente confermata con identica soddisfazione per il pubblico e per i giovani attori.

Infatti, contestualizzando la manifestazione folklorica con la Festa della SS Maria e con la battitura della 'Znegna, nella seconda serata, si è verificata una maggiore partecipazione di pubblico, sia in termini di presenza che in termini di partecipazione emotiva. Inoltre, si deve considerare che lo spettacolo è stato realizzato il sabato sera; questo ha provocato una sorta di apoteosi. I gruppi partecipanti, sempre preceduti dai padroni di casa i Carvinati, hanno proposto al folto pubblico diverse esibizione del proprio patrimonio musicale, canoro e coreutico; si sono esibiti nell’ordine il gruppo A Musetta, il gruppo della Città di Ostuni, I Piccoli dell’Eco, di San Giovanni Rotondo, I Piccoli della Proloco di Castrovillari, gli oltre cento bambini del gruppo Fabaria Folk di Favara, i Tencitt e l’indomabile gruppo di Vieste Pizzeche e Muzzeche; in tale spettacolo si è avuto il siparietto gioioso di un gemellaggio tra il gruppo Siculo di Troina ed il gruppo del Gargano di San Giovanni Rotondo.

È stata una grande kermesse che presenta la qualità di non essere dimenticata, né quella di riconoscere le capacità organizzative del presidente della F.I.T.P. Benito Ripoli che, da anni, riesce ad organizzare e coinvolgere tanti gruppi nelle manifestazioni più importanti della Federazione.

A Carovigno hanno collaborato diversi esponenti della Giunta della FITP: Giampiero Cannas, Tobia Rinaldo, Gigi Scalas, Gerardo Bonifati che come presentatore ha mirabilmente condotto le due serate. Nell’insieme positivo della realizzazione dell’evento è doveroso fare i complimenti all’Amministrazione Comunale e al sindaco Massimo Vittorio Lanzilotti, che ha sempre fatto sentire la sua vicinanza fornendo il supporto necessario per la riuscita della manifestazione. In tale contesto, infine, si deve rilevare l’importante partecipazione della Regione Puglia con la presenza del direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, il Dr. Aldo Patruno. Momento particolarmente significativo ed interessante della festa è stata la suonata a più mani della 'Znegna. Come è noto, la 'Znegna, costituisce una tradizione altomedievale pervenuta sino ai nostri giorni e che si ripete nei secoli. Le origini si innestano in una vasta eredità culturale di fede ed arte, lasciata in retaggio dal periodo monastico greco-bizantino. La pratica è connessa al culto per Santa Maria di Belvedere e al rinvenimento nell’omonimo colle dell’immagine della Madonna in una cripta praticata da monaci basiliani. In sostanza, si tratta di una sorta di gioco delle bandiere con il quale si ripropone il rituale di gioia quando fu trovata l’icona.

Al riguardo nella tradizione orale si narra che la Madonna sia apparsa in sogno ad cittadino infermo di Conversano che ne era il signore. Nell’apparizione la Madonna lo invitava a riportare al culto la sua effige sepolta in una cripta dell’agro di Carovigno. Il rinvenimento fu casuale e lo si deve, secondo alcuni, ad una mucca che si era allontanata dal pascolo facendo perdere le proprie tracce. L’animale fu rinvenuto genuflesso davanti all’immagine della Madonna. Commosso e turbato dal fatto insolito e nello stesso tempo allegro per aver fatto il duplice ritrovamento, uscendo dalla grotta il pastore della mucca trasse dalle tasche dei pantaloni un fazzoletto multicolore, lo legò al suo bastone, lanciandolo in alto, e prese a suonare il piffero, cercando di richiamare l’attenzione del padrone il signore di Conversano e delle genti vicine.

Faceva tutto questo sventolando il fazzoletto e suonando il piffero; procedeva a salti a tempo di danza e così continuava a manifestare la sua immensa gioia. Il frastuono insolito raggiunse il signore di Conversano, il quale giunti alla cripta, riconobbe nell’effige la Madonna che gli era apparsa in sogno; fu così che istantaneamente guarì. Nel suo insieme, pare che il rito della ‘Negna sia arrivato sino a noi per volontà di una famiglia che ne sarebbe gelosa custode perpetuando nel tempo il maneggio della bandiera.

Per contro, un’altra tradizione vuole che il gioco della 'Znegna ricordi la danza effettuata con la bandiera e musica dal giullare che divertiva l’infermo signore di Conversano quando andò alla cripta di Belvedere per ritrovare l’effige della Madonna; anche in quell’occasione ricevé il miracolo della guarigione.

Si tratta di due tradizioni orali che però si concludono con una comune soluzione, il miracolo della guarigione dell’infermo; inoltre, c’è la presenza dei due protagonisti secondari il pastore e il giullare che fanno da testimoni con le loro esibizioni.

Pare che il rinvenimento dell’immagine della Madonna si aggiri fra il 1400 ed il 1500; secoli in cui, in tutta Europa sono diffuse numerose pestilenze nell’ambito delle quali si collocano numerose tradizioni di guarigioni prodigiose.

Attualmente il lunedì di Pasquetta, nella comunità di Carovigno, come altrove per altri santuari, si fa la scampagnata al santuario di Belvedere. Di buon mattino le donne, i bambini, le giovinette e gli uomini si recano a piedi al Santuario, pregando e invocando grazie e pace. Giungono anche dai paesi limitrofi per assistere alle funzioni religiose e visitare la grotta dove viene onorata l’immagine della Madonna. Intanto la folla si accalca sempre più e tutti attendono il mezzogiorno e la processione per assistere, per l’ultima volta nell’anno, alla rievocazione della 'Znegna. È l’ultimo omaggio alla Madre di Dio; i battitori, al suono del piffero, del tamburo, del cembalo e della grancassa, eseguono i rituali movimenti del maneggio delle bandiere, riscuotendo sempre più gli applausi della popolazione assiepata davanti alla cappella del Belvedere. Subito dopo la fine dell’esecuzione della 'Znegna, ricevuta la benedizione, la gente si riversa nelle campagne vicine e nell’adiacente pineta per consumare lauti pasti preparati il giorno precedente.

Quest’anno la Nzegna ha visto unirsi i gruppi folklorici con la comunità di Carovigno che realizza così una bandiera della sua tradizione; in questo modo, finalmente bandiere e suoni diversi si son spinti davvero più in là con la sfilata della domenica realizzata dopo la messa come prima si è già accennato; hanno partecipato oltre 700 ragazzi in costume tradizionale inneggiando alla “vita“ e sventolando un’immensa ed interminabile bandiera tricolore.

In questo resoconto di momenti festosi, purtroppo, non ci si può sottrarre di ricordare la dipartita di un amico sincero, di un amico che conosceva benissimo questo mondo. La notte tra il venerdì ed il sabato si è diffusa la notizia di una caduta rovinosa da cavallo. Sono sorti in noi la tristezza e un forte sconcerto; si è sentito come un brivido che ha sferzato ogni cuore.

Anche Carovigno, nel mondo del folklore di quei giorni, che non condivide solo le gioie, ma che è sempre lì a tender la mano e piangere quando si è tristi per accadimenti che sconvolgono la vita e le menti, ha voluto essere unito e senza fronzoli soffrire insieme. Insieme ti porgiamo, caro Pietrangelo, con queste parole; confidiamo che la tua assenza sia vittoria per il futuro e che sconfigga quanto ancora c’è da fare. Le difficoltà e le lacrime non potranno essere sollievo, ma fonte per un mondo che rimbomba di canti, balli e ricordi di bambini che crescono senza esser timorosi di doverlo fare.

L’insegnamento e la modestia sono la via che ci porta ad essere solidali per la vita, che nonostante la morte, continua ad essere vittoria. La Federazione Italiana Tradizioni Popolari non cancella, ma riscrive, ogni volta, pagine diverse nella sua missione per la crescita generazionale e infonde, per questo, coraggio a chi ne ha bisogno; infonde amore a chi lo cerca per donarsi senza limitazioni. Sono questi i veri obiettivi che mai dovranno discostarsi da quella che è la base per realizzare un mondo migliore. Da qui un augurio al prossimo anno per la nuova manifestazione 2020 de «Il Fanciullo e il Folklore. Incontro con le nuove generazioni».