A Chiena la Festa dell’Acqua di campagna

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1. IL CONTESTO

La città di Campagna è un comune della provincia di Salerno, ubicato in una valle tra le colline meridionali dei monti Picentini, presso i ruderi del longobardo castello Gerione, bagnato dai fiumi Atri e Tenza. È un centro agricolo con attività industriali (alimentari, calzature, vestiario, materiali da costruzione).

Di origine antica, fu municipio romano al tempo di Silla; devastata dai barbari, specialmente dai Goti, risorse sotto i Longobardi; feudo di varie famiglie tra cui i Grimaldi e i Pironti, che l’ebbero fino all’eversione della feudalità. In questo contesto la presenza del Tenza, affluente destro del Sele, ha contribuito a determinare la vita della vivace ed interessante cittadina.

2. L’ORIGINE DELLA FESTA

Il corso del fiume Tenza, lungo diciassette chilometri proveniente dall’oasi naturale del Monte Polveracchio, viene deviato per permettere all’acqua di raggiungere le strade del centro storico, dando vita alla Chiena, festa rituale che si perpetua annualmente. Sebbene alcuni storici locali siano in disputa tra loro, attribuendo l’origine della festa al periodo della pavimentazione delle strade, la Chiena è una delle tradizioni più antiche della cittadina.

Un tempo, scevra dall’attuale connotazione spettacolare, costituiva un’occasione importante per la pulizia delle strade, delle botteghe e dell’intero paese, ma anche per scherzi con le mani e con piccoli secchielli o barattoli, che iniziando alla fine di luglio si protraevano per l’intero mese di agosto.

Attraverso altre fonti sappiamo che a Roma fino a i primi del secolo, per tutte le domeniche di agosto, si faceva l’allagamento di piazza Navona, con passeggiate in carrozza, scherzi di spruzzi vicendevoli o spinte a sorprese nell’improvviso lago. Gli abitanti di Campagna, inoltre, raccontano che a Torino, fino al 1700 le acque del Po venivano incanalate nella città per la pulizia delle strade più importanti della città.

3. LA CHIENA DI CAMPAGNA

Dal 1995 la festa, che è gestita dalla Pro Loco “città di Campagna”, presenta uno spiccato carattere ludico; nella canicola estiva Campagna si concede un po’ di refrigerio con la tradizionale Chiena, che attraversa il paese con la deviazione del fiume Tenza, un idronomo risalente, forse, a “tontia” da tradurre con il significato di “pozza d’acqua” o “pozzanghera”.

L’azzurro delle sue acque contrasta fortemente con il verde dei monti Picentini che chiudono il paese in una gola umida. L’acqua, caratteristica peculiare di Campagna, ha consentito ai suoi abitanti l’invenzione di una festa di cui si vantano. Essi sono soliti ripetono che la Chiena è unica al mondo, dopo le scomparse inondazioni di piazza Navona e Torino.

Negli ultimi anni ha assunto un aspetto spettacolare meno “locale” per la presenza di numerosi “forestieri”, curiosi provenienti prevalentemente da Napoli e Salerno. Quest’anno “la passeggiate nell’acqua” è stata fissata nei giorni 16 e 30 luglio, 5, 6, 12 e 13 agosto, corrispondenti ai sabati, dalle ore 14,30 alle 15,30 e alle domeniche dalle ore 12,00 alle 13,00.

Il 22 dalle 14,30 alle 15,30 e il 23 luglio dalle 15,00 alle 16,00 c’è stata la Chiena folk, con danze e balli popolari nell’acqua, al suono di musica etnica e folkloristica, nelle strade allagate del centro storico; il 16 e 17 agosto è stata organizzata ‘a Chiena di mezzanotte: nella città allagata, a mezzanotte si svolgono spettacoli spontanei, musicali, teatrali e di danza.

La passeggiata comincia dopo alcune preliminari operazioni: la chiusura dei tombini, che serve ad evitare la dispersione d’acqua, la disinfestazione e la deviazione del fiume. Le acque del Tenza mutano il loro percorso quotidiano e con un sistema di sbarramento, a ’mbalizzate, un sistema di blocchi di cemento che hanno sostituito pali e tavole di legno.

Mentre nel fiume si forma un laghetto, in cui i ragazzi si divertono fra i tuffi, circondati da rocce ed alberi, l’acqua passa nel canale artificiale, costeggiato da fori “valvole di sfogo”, utili durante i periodi di piogge abbondanti, che ora sono occlusi con gli scasciaturi, piastre di ferro, poste allo scopo di ostacolare il flusso dell’acqua, che, arrivando nel punto in cui è collocata l’ultima e più grande barriera metallica, straripa e inonda la strada.

Un tempo la medesima pratica era utilizzata dagli abitanti di Campagna per alimentare le industrie: il pastificio, la “creteria”, i frantoi e i mulini, oggi ruderi collocati lungo il corso del fiume che, però, anticamente contribuivano alla ricchezza di Campagna. Quando l’acqua comincia ad allagare le vie, tutti escono dalle loro case e si recano in piazza Guerriero per partecipare all’avvenimento.

Protagonisti della Chiena sono i giovani. Le secchiarole, previste nelle ore pomeridiane, giochi con secchi colmi d’acqua lanciati vicendevolmente dai partecipanti, sono l’elemento innovativo della festa. Questa consuetudine ha acquistato un’importanza tale che si pratica impunemente.

L’unica regola sembra essere: bagnare e lasciarsi bagnare, tra gli sguardi complici degli anziani che sembrano provare un piacere per interposta persona e che spesso sono gli occulti organizzatori delle burle. Alcuni indicano agli esecutori le “vittime sacrificali” del bagno, altri lanciano dal proprio balcone l’acqua, scappando in fretta in casa per non farsi scoprire.

Il secondo e, forse, più suggestivo momento del pomeriggio si svolge intorno alla fontana della Chiena, dalla quale sgorga abbondate l’acqua, riempiendo la vasca in cui si affollano giovani, ragazzi e bambini per riprendere i loro giochi . Alle ore 17,00 la corrente dell’acqua diventa più debole, Campagna pulita e rinfrescata, riacquista il suo normale aspetto e, quando la festa volge al termine, il Tenza ritorna libero di ripercorrere il suo cammino.

Fin dalla sua fondazione, la città ha sempre goduto dell’influsso benefico del fiume, soprattutto nel periodo estivo, in cui le terre dell’Italia meridionale erano rese aride dalla siccità, cause di sventure per le società agricole, prive di moderne tecnologie. Il fiume Tenza offre un bagno rigeneratore al piccolo centro abitato, noto come città dell’acqua in estate con la Chiena e città del fuoco con i Fucanoli in inverno, precisamente in occasione della festa di sant’Antonio Abate, 17 gennaio con il tradizionale falò dedicato al santo.

L’accostamento di questi due elementi opposti potrebbe apparire strano, ma come afferma Anita Seppilli, “esiste una simbiosi per opposizione tra acqua e fuoco”,4 ed entrambi appaiono associati alla purificazione, figurando tra gli strumenti principali della lustratio. La festa dell’acqua o la Chiena di Campagna è una sorta di “carnevale” d’estate - in cui i giovani si divertono con giochi d’acqua, tuffi, salti nelle strade -, ma è anche un bagno purificante della città del salernitano, perché l’acqua “agisce come un solvente, stacca le rimanenze di attività passate e libera le persone da un peso e la purezza che l’acqua ripristina conferisce una particolare connotazione di freschezza e trasparenza”.

Non è soltanto la forza della ritualità ripetuta annualmente che rende questo evento acquatico interessante, ma forte è la tentazione di associare all’acqua le riflessione di Milcea Eliade, per il quale l’acqua è simbolo di vita e di morte. “L’immersione equivale sul piano umano alla morte. (...) Le acque possiedono questa virtù di purificazione, di rigenerazione, di rinascita, perché quel che viene immerso in lei muore e, uscendo dalle acque, è simile ad un bambino senza peccati e senza storia”.

La Chiena, però, non è una “sopravvivenza” tornata vivere per perpetuare le usanze di una comunità; è la re-invenzione di un evento gradito ai locali perché, forse, questa festa potrebbe favorire una simbolica ricomposizione comunitaria in risposta alla disgregazione sociale, riproporre una diffusa domanda ludica, sollecitata dal disagio prodotto dal culto della produttività e promuovere lo sviluppo turistico, diventando un fenomeno mediatico che dà risalto al paese.

La Chiena attrae anche l’attenzione e l’interesse del turista che conferisce un nuovo avvaloramento alla festa dell’acqua, che a sua volta si modella sull’occhio del turista, accentuando gli aspetti di spettacolarizzazione dell’evento, i cui effetti producono un incremento di frequentatori, che danno al paese un momento di grande visibilità.