50 anni del gruppo «I Nebrodi»

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«Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è». Nella frase del politico francese dell’Ottocento Jean Léon Jaurès c’è l’essenza di cosa significhi vivere e continuare ad insegnare le tradizioni popolari della comunità di Ficarra.

In questo piccolo comune del messinese, sulle splendide colline che guardano da una parte al Mar Tirreno ed alle isole Eolie e dall’altra alla maestosità dell’Etna, il folklore non è qualcosa che si custodisce e si tramanda; è un modo di vivere, ancora oggi.

Perché la storia di Ficarra, benché assai antica e nobile, è anche la storia del gruppo Folk “I Nebrodi”, fondato 50 anni fa da un professore visionario e moderno per la Sicilia dell’epoca. Il professor Giuseppe Celona, insieme ad una dozzina di ragazzi e cinque ragazze che decisero di dare un calcio agli schemi ed alle convenzioni di una Sicilia ancora arcaica. Con quella scelta decisero di vivere, cantare, conoscere luoghi, tempi e persone. A garantire per tutta questa “modernità” la professoressa di matematica ed il professore di musica del paese, Vittoria Ferraloro e Valentino Ricciardo.

Una generazione che ebbe la geniale intuizione di ipotecare il futuro attingendo al passato e di cambiare la propria comunità. «Abbiamo fatto tre volte il giro del mondo» dicono ancora con orgoglio Nino Indaimo e gli altri fondatori quando si ritrovano al bar del paese o si riuniscono nella nuova sede che ospita anche il Centro Studi Folk Michele Mario Mancuso (che affianca l’attività del gruppo).

Una sede poco distante dalla residenza in cui visse Tomasi di Lampedusa ospite del cugino, il poeta Lucio Piccolo. Ma Ficarra non vuole l’etichetta del luogo in cui «tutto cambia affinché nulla cambi». Qui si cambia cercando, però, di non lasciare indietro ciò che ti ha aiutato a cambiare. Dal 1968 ad oggi, cominciando dal primo viaggio in Olanda del 1971, la piccola realtà di 1430 persone, ha saputo trasformare le conoscenze apprese attraverso il giro di ogni angolo del pianeta e gli scambi culturali, in momenti di crescita da trasmettere alla comunità locale.

«Il folk è stata la nostra missione» - dice il presidente Nino Indaimo- «ma credo che la nostra bravura sia stata quella di trasformare le tournée in occasioni di scambio culturale. Abbiamo portato in giro, oltre ai nostri balli tradizionali ed ai nostri costumi, anche i nostri prodotti agroalimentari, i nostri dolci, il nostro artigianato, la nostra produzione letteraria. È capitato di essere invitati da prestigiose università americane, eventi organizzati da importanti centri di cultura tedeschi, esposizioni internazionali in Giappone, missioni umanitarie in Uganda e molto altro. Così abbiamo coinvolto l’intero paese ed addirittura il comprensorio, trascinandoli in uno straordinario momento di apertura all’estero»

Nel frattempo le donne del paese hanno migliorato la qualità dei loro costumi, le botteghe hanno migliorato le loro produzioni, Ficarra è cresciuta insieme alle esperienze dei “suoi ragazzi” che giravano il mondo. Oggi la comunità celebra i 50 anni di esistenza, e lo fa ancora a modo suo. Pur guardando alla sua storia ed alle tante storie che hanno accompagnato l’esistenza di chi ha fatto parte del gruppo, resta viva la voglia di attualizzare “I Nebrodi”.

Nessuno considera “vecchia o superata” la volontà di far passare messaggi positivi che sembrano solo all’apparenza scanzonati.

Anche oggi, 50 anni dopo, c’è la voglia e forse anche l’esigenza di tenere vivi valori essenziali, di fare comunità, di far riecheggiare tra le stradine, oggi piene di turisti (modelli importati grazie alle esperienze vissute in giro per il mondo specie in anni di grandi trasformazioni) che soggiornano nei B&B o che visitano i musei sparsi per il centro storico, antichi canti che raccontano la storia di questa terra.

Oppure inebriare l’aria con le note di vecchie serenate che sanno fondersi con i profumi della zagara degli ulivi millenari, loro sì veri testimoni del miracolo. Ma capita anche di veder passeggiare per le vie del paese il professore tedesco, uno dei massimi esperti europei di arte moderna, conosciuto dai Nebrodi 35 anni fa in un viaggio, che si inebria delle contaminazioni ficarresi curando eventi e mostre in quest’angolo della Sicilia. Tutto questo e non solo sono “I Nebrodi”, tutto questo è Ficarra. E tutto questo sarà ancora, perché l’arte di tramandare e di non disperdere bagagli preziosi di conoscenza, sapere ed esperienza l’hanno imparata.