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CASTELLANI di San Giovanni Rotondo
Il gruppo sviluppa con coerenza il tema del progetto, prestando particolare attenzione anche allo stile vocale. Essenziali le figurazioni coreografiche pienamente funzionali al repertorio proposto. Da annotare la partecipazione di quattro giovanissimi fisarmonicisti che danno vivido risalto alle parti strumentali.
I PURICINI di Vibo Valentia
Del tutto convincente la figurazione scenica finalizzata alla ricostruzione in vitro dell'intimità domestica. Di valore assoluto le voci soliste maschili, dalla giusta tenione lirica. Anche le orazioni al femminile si riappropriano con spantaneità ed immediatezza dei gesti della devozione quotidiana.
CITTA' DI LONGI di Longi (Me)
Apprezzabili le varianti coreografiche con l'uso del nastro su due temi di tarantella, resi su standard di spettacolo di bambini per bambini. L'approccio risente di un carattere didattico indispensabile per ulteriori e più impegnative performances.
ITTIRI CANNETU - Sardegna
Ilgruppo conferma il forte radicamento con una cultura tradizionale che alimenta con fierezza e orgoglio i valori popolari autentici. ne sono specchio luminoso i costumi, le forme di ballo, i segni musiciali, la dedizione e consapevolezza peina dei bambini allo spettacolo.
FRA MIJO CUIC di Tomislavgrad - Bosnia Erzegovina
La danza e il canto come tratto costitutivo della cultura di un popolo. Ma anche come formidabile forma di comunicazione e interazione di sentimenti ed emozioni. Un modo di riaffermare a sè e agli altri l'appartenenza ad una storia irripetibile, da rispettare e condividere.
IST. COMPRENSIVO STATALE di Camporgiano - Scuola Media
L'attenzione rivolta al recupero dei balli tradizionali trova nei ragazzi interpreti sensibili e consapevoli. Una didattica, quella del recupero dei balli, che unisce le generazioni, trasmettendo un sapere e uno stile di vita nella dimensione ludica e gioiosa.
G. VERGA di Ramacca - Catania
Si evidenzia la ricerca articolata, finalizzata ad una drammatizzazione del tutto convincente sul piano della didattica. Lo schema rappresentativo si nutre della materia viva popolare relativa agli scongiuri e alle orazioni, dove sacro e profano entrano in contatto.
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