La Tarantella Garganica: Bene Immateriale dell’Umanità
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La dimostrazione |
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Rocco
Cozzola |
Anche la Federazione Italiana Tradizioni Popolari accompagnerà la proposta ella sede Unisco di Foggia perché la tarantella garganica venga riconosciuta Bene Immateriale dell’Umanità. La prima fase è iniziata nel capoluogo dauno con una mostra sulle chitarre battenti, strumento che “canta” le tradizioni, le consuetudini, la cultura di un popolo e il ballo per antonomasia della “montagna del sole”. Nel bellissimo scenario del Salone del Tribunale di Palazzo Dogana, sede dell’Amministrazione Provinciale, sono stati esposti strumenti – anche storici -, documenti accompagnati dalle dimostrazioni di Rocco Cozzala di Carpino, che, con i suoi 73 anni, è il più vecchio liutaio di Capitanata, e Gabriele Orlando, di Rignano Garganico.
Prima tappa di un percorso che durerà circa due anni e che ha come obiettivo l’ambito riconoscimento. «Quando ci è stata presentata l’iniziativa – commenta il presidente nazionale Benito Ripoli – ci è subito sembrata interessante. Sappiamo bene che il percorso è irto di difficoltà ma sappiamo tutti che è un’occasione unica per parlare del ballo per antonomasia di molte regioni meridionali. Una danza che raccoglie le consuetudini del nostro popolo ma che è anche uno scrigno indescrivibile di aneddoti storici e culturali. Porteremo la richiesta nella prossima riunione della Giunta Nazionale per vagliarla insieme agli altri dirigenti della FITP».
La mostra ha dunque dato il viatico alla candidatura ufficiale. «Un viaggio lungo e difficile – aggiunge Floredana Arnò, presidente del Club Unesco di Foggia e promotore del progetto – che necessita del coinvolgimento delle istituzioni, della società civile, delle Associazioni, delle Università e di tutti i Custodi delle Tradizioni che credono nella salvaguardia di questo bene collettivo». Il progetto, che verte sulla collaborazione scientifica dell’etnomusicologo Salvatore Villani e la direzione artistica di Germano Benincaso, è in moto e ora prevede l’animazione sul territorio perché si uniformi ai requisiti richiesti dall’Unesco con concerti, mostre, attività di formazione, stage su arti e mestieri tipici e la pubblicazione di ricerche etno-musicologiche finalizzate alla realizzazione di un vero e proprio dossier che dovrà accompagnare la richiesta. «È il primo step - riprende Arnò -, poi concorreremo all’attivazione di un meccanismo di sviluppo locale che considera la valorizzazione del nostro Patrimonio Immateriale e Materiale come uno degli strumenti che può determinare ricadute positive su alcuni settori della economia locale, come il turismo culturale e i percorsi siti di Pace, l’enogastronomia e l’artigianato tipico». Un obiettivo da raggiungere con le “tarantelle garganiche”. «Che sono – aggiunge Billa Consiglio, vicepresidente della Provincia di Foggia - l’espressione più genuina della nostra identità: è una sfida importante per lo sviluppo del Gargano».